Giudici incompatibili con Altea, sospeso il processo a Mesina
CAGLIARI. Doveva essere la giornata della sentenza per Graziano Mesina, ma la notizia arrivata in queste ore dalla Corte di Cassazione ha fatto saltare l’udienza mettendo in forse l’intero...
CAGLIARI. Doveva essere la giornata della sentenza per Graziano Mesina, ma la notizia arrivata in queste ore dalla Corte di Cassazione ha fatto saltare l’udienza mettendo in forse l’intero dibattimento condotto dal presidente della seconda sezione del tribunale Massimo Poddighe: respinta lo scorso 6 giugno quando è stata presentata in aula, la richiesta di remissione del processo per legittima suspicione avanzata dal difensore di Corrado Altea, Luca Cianfaroni, è stata dichiarata ammissibile dai giudici romani di piazza Cavour, che il prossimo 22 novembre decideranno se il collegio cagliaritano può andare avanti oppure i faldoni del procedimento dovranno passare a un altro tribunale per rifare tutto daccapo. Nel frattempo il giudizio resta sospeso fino al primo dicembre, quando i giudici di Cagliari prenderanno atto della decisione assunta dalla Cassazione e in base a quella si ritireranno in camera di consiglio per discutere il verdetto oppure passeranno la mano. All’origine dell’iniziativa, che ha superato il primo vaglio dei giudici supremi, c’è il fatto che il presidente Poddighe e gli altri due magistrati della seconda sezione hanno affrontato in passato vicende giudiziarie che riguardavano Altea. Per questo – secondo l’avvocato Cianfaroni – esisterebbe una situazione di incompatibilità che avrebbe dovuto indurre il collegio ad astenersi dal giudizio sulle accuse di associazione a delinquere in traffico di sostanze stupefacenti in cui il legale di Arbus è imputato insieme fra gli altri a Mesina. L’ammissibilità dell’istanza non significa che la sospensione ci sarà, di certo i giudici della Corte di Cassazione hanno rilevato nei documenti prodotti da Altea un’ipotesi di incompatibilità che dev’essere valutata e discussa. Se la decisione finale dovesse essere la rimessione, il processo verrà assegnato a un nuovo collegio di tribunale, forse a Roma. A meno che non si decida per una composizione alternativa che preveda giudici sardi estranei alle vicende giudiziarie di Altea. Da qui a novembre il legale considerato vicinissimo a Mesina resterà libero e potrà anche svolgere tranquillamente il suo lavoro di avvocato.
A conclusione della requisitoria il pm Gilberto Ganassi aveva confermato le accuse di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e aveva chiesto la condanna di Mesina a 26 anni di carcere con la revoca della grazia, che aveva consentito all’ex latitante di Orgosolo di tornare in libertà. Ganassi aveva chiesto inoltre 15 anni per Altea, sei anni per Vinicio Fois, cinque anni per Efisio Mura, quattro anni per Luigi Atzori e tre anni e mezzo per Franco Piras. L’arresto di Mesina era avvenuto il 10 giugno 2013 nel corso di una maxi operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia. Con lui finirono in cella altre 24 persone. (m.l)
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