Sede Asl unica, manca l’accordo
In maggioranza non c’è l’intesa. Si va in aula senza linea. Saltata l’ipotesi Sassari
CAGLIARI. Non c’è accordo, nella maggioranza di centrosinistra, sulla sede da settembre in poi dell’Asl unica. Anche l’ultimo tentativo, in commissione Sanità, è saltato e «la decisione è stata rinviata all’aula», ha annunciato il presidente Raimondo Perra (Psi). Il che vuol dire: oggi, alla ripresa del dibattito in Consiglio, la maggioranza si presenterà in ordine sparso e senza «una linea guida». Che non può essere a questo punto quella proposta dalla Giunta: la sede del l’Asl unica dovrà essere Sassari. L’emendamento non è passato in commissione, non ha ottenuto il parere favorevole, così come gli altri della maggioranza. Sono quelli che propongono invece Cagliari, oppure Oristano, fino a rimettere in discussione anche la sede dell’Azienda urgenze-emergenze, l’ex 118, a Nuoro, data per sicura qualche giorno fa. Per evitare spaccature traumatiche, il centrosinistra ha preso ancora tempo. «Non c’era altra possibilità», hanno detto con amarezza i consiglieri di maggioranza all’uscita dalla commissione. Se nella notte non cambieranno gli umori ed è molto difficile che accada, stamattina il centrosinistra rischia davvero d’infilarsi in una complicata lotta intestina proprio sulle sedi legali e operative. Gli effetti della faida potrebbero essere addirittura devastanti se la Giunta dovesse essere sconfessata dalla sua stessa maggioranza. L’opposizione ha capito da tempo che sull’altro fronte c’è aria di scontro e potrebbe mettere subito in difficoltà gli avversari con la richiesta del voto a scrutinio segreto sul primo dei 18 articoli in discussione. È proprio con il primo che la riforma stabilisce «l’incorporazione da parte dell’Asl 1 delle altre sette Aziende sanitarie, con l’apertura degli uffici a Sassari». Non ci sono più dubbi: sin dall’inizio, in aula, sarà battaglia dentro e fuori la maggioranza. Il confronto fra le fazioni – Cagliari da una parte e Sassari dall’altra – s’è fatto troppo aspro dalla settima scorsa in poi perché la partita potesse essere chiusa con largo anticipo. Ogni mediazione è fallita», anche l’ultima tentata alla vigilia fra domenica e lunedì dall’assessore alla Sanità Luigi Arru. Con il vicecapogruppo di Forza Italia Marco Tedde pronto nell’affondare i colpi: «Il centrosinistra è impegnato a mettere al sicuro la sua di salute, non certo quella dei sardi». Per aumentare la pressione su chi non sa come uscire dal pantano, oggi Fi presenterà altri cento emendamenti agli emendamenti. Il che vuol dire: da 561 le possibili correzioni da discutere saranno oltre seicento. «Sono in confusione», hanno ribadito dal centrodestra, ma con molto ottimismo dal Pd è arrivata la replica: «Porteremo la riforma in porto nei tempi previsti e senza spaccarci». (ua)
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