Il testamento di Padre Jacques: «Il mondo sia più caloroso, umano e fraterno»
«Era anziano, ma sempre disponibile con chiunque». Così una fedele della chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray ricorda padre Jacques Hamel, sgozzato da due uomini che hanno fatto irruzione a Rouen...
«Era anziano, ma sempre disponibile con chiunque». Così una fedele della chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray ricorda padre Jacques Hamel, sgozzato da due uomini che hanno fatto irruzione a Rouen mentre il sacerdote stava celebrando la messa. «Era lì da tanto tempo e lo conoscevano bene in tanti». «Era un bravo sacerdote ed ha fatto il suo dovere fino all’ultimo», ha aggiunto commossa la donna. Padre Jacques, 86 anni, era stato ordinato nel 1958 e viveva da dieci anni nel rettorato della Chiesa di questa località in Normandia, dove la presenza dei cattolici è molto forte. Serviva nella parrocchia di Saint-Etienne, non come responsabile ma come prete ausiliario. Perché, a dispetto della sua età, era un religioso ancora pervaso dalla voglia di essere utile alla comunità. Molto attivo nel celebrare matrimoni, battesimi e nel dire messa, chi gli stava accanto lo descrive come «convinto della sua fede e desideroso di condividerla» e «si sentiva molto a suo agio in questo suo ruolo di servire ma senza più avere la responsabilità di una parrocchia». E proprio per questo era molto amato, non soltanto dai cattolici. Aveva scelto di trasferirsi in quella piccola comunità, con un’elevata presenza musulmana, «come i monaci di Tiberine (sette trappisti che furono sequestrati dal loro monastero in Algeria, nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 e uccisi il 21 maggio seguente, ndr) avevano deciso di restare in Algeria», ha raccontato il vicario generale, sottolineando che padre Jacques portava con sé un messaggio di fratellanza. Come nel suo ultimo scritto, pubblicato nel bollettino parrocchiale prima delle vacanze e che ora, dopo questa tragedia, è diventato il suo testamento spirituale: «Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno», scriveva il religioso, invitando a pregare per la pace «attenti a ciò che accade nel nostro mondo in questi tempi».
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