Il vescovo: «Decisione affrettata»
La diocesi non condivide la scelta: presa sull’onda emotiva dei fatti terroristici
OLBIA. «Non c'è il rischio, forse, che si tratti di una decisione affrettata, per quanto emanata sull'onda emotiva dei tragici e criminali atti terroristici?». Non si è fatta attendere la reazione della diocesi di Tempio-Ampurias, che ha parlato attraverso l'ufficio stampa filtrando in modo inizialmente ecumenico la sorpresa del vescovo Sebastiano Sanguinetti, una volta appreso il contenuto della delibera. Partendo da una considerazione. Se la paura è quella degli attentati, perché impedire solo l'uso di tre edifici comunali? «Si dimentica che i fatti di terrorismo, eccettuato quello nella chiesa di Rouen in Francia, peraltro successivo alla delibera della giunta comunale, avvengono nelle piazze, nelle promenades, nelle discoteche, negli aeroporti, nelle stazioni – sottolinea la nota della diocesi –. Perché non si chiudono tutti questi spazi pubblici? O ci si aggrappa ancora alla tesi dello scontro di civiltà o alla convinzione che l'unico pericolo, oggi, sia la religione?». Nella nota, sulla base di un approccio dialogante, il vescovo in prima battuta si dice «rispettoso delle libere e responsabili decisioni dell'istituzione comunale, ma anche prudente nell'esprimere una propria valutazione verso un'amministrazione con la quale la Chiesa diocesana ha sempre mantenuto rapporti di leale dialogo e collaborazione». Si prosegue lungo il corso logico di domande. «Quale ragione ha il rifarsi all'aconfessionalità dell'amministrazione comunale circa l'uso di locali e impianti comunali e, quindi, di uso pubblico, per escludere solo eventi, iniziative o argomenti di natura religiosa? L'esclusione da tali spazi alle sole iniziative di carattere o tema religioso, non rischia di essere interpretato come atto ostile nei confronti della Chiesa Cattolica?». (g.d.m)
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