L’appello di Le Monde «Basta foto dei terroristi»
Decisione presa insieme alla rete BFM-TV: «Evitare una glorificazione postuma» Il commissario Ue Avramopoulos: «Accordo con i social per fermare odio online»
BRUXELLES. BFM-TV e il quotidiano francese Le Monde hanno deciso di smettere di pubblicare le foto degli autori degli attentati che colpiscono la Francia. Dietro alla decisione a sorpresa c’è una domanda semplice: «E se la mediatizzazione della loro immagine stesse contribuendo ad influenzare nuovi candidati alla jihad e
indurli a passare all’azione?». «In seguito agli attentati di Nizza - scrive il direttore di Le Monde, Jerome Fenoglio - non pubblicheremo più le foto degli autori degli attentati per evitare eventuali effetti di glorificazione postuma». Lo stesso ha deciso di fare BFM-TV, l’emittente all-news che dopo gli errori commessi durante gli attentati del gennaio 2015 (tra l’altro, durante l’assalto all’Hypercacher, la tv rivelò in diretta che alcuni ostaggi erano nascosti nella stanza frigorifera mettendo gravemente a rischio la loro vita) è molto maturata. Dopo l’assalto di ieri a Saint-Etienne-du-Rouvray l’emittente ha fatto sapere che non pubblicherà più le foto dei terroristi.
Intanto il commissario Ue agli Affari interni Dimitris Avramopoulos ha parlato dell’impegno con i colossi di Internet per combattere la propaganda ed i reclutamenti del Califfato nero. Avramopoulos spiega di aver incontrato i rappresentanti di Facebook, Twitter, Youtube e Microsoft nell’ambito dell’iniziativa Ue Internet Forum. «I social media non saranno sfruttati a fini anti-terroristici. Stanno lavorando con noi per mettere fine all’incitamento a odio e violenza online».
«Abbiamo fatto notevoli e costanti progressi - ha aggiunto il commissario Ue - nel realizzare quanto previsto dall’Agenda europea sulla sicurezza, lanciata lo scorso anno. Dobbiamo andare oltre: la frammentazione ci rende vulnerabili e la verità è che lo sforzo europeo contro il terrorismo non sarà mai davvero efficace se gli Stati membri non sono pronti a cooperare tra loro».
Avramopoulos ricorda come tra i punti del piano dell’Unione per la lotta al terrorismo ci siano il Pnr, il registro dei passeggeri aerei (approvato dal Parlamento Ue a ad aprile); la gestione delle frontiere esterne, con la nuova agenzia dei guardacoste e guardie di frontiera Ue (che ha avuto l’ok di Strasburgo a luglio); una legge stringente sulle armi da fuoco (i negoziati Ue iniziano a fine settembre).
Ma il commissario evidenzia anche che «la sicurezza è ed è sempre stata una competenza nazionale, che l’Ue non potrà mai duplicare». Il compito di Bruxelles è quello «di aiutare» le capitali «a portare avanti il loro compito nella protezione dei cittadini, creando il giusto contesto». Di fronte alla radicalizzazione dei richiedenti asilo, il commissario sollecita a fare in modo che «gli sforzi anti-terrorismo permeino tutto, dal sistema educativo alla cultura, dalla politica di integrazione alla lotta contro l’incitazione all’odio».
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