La Nuova Sardegna

Piano regionale antincendio i vigili del fuoco dicono no «Condizioni non rispettate»

di Claudio Zoccheddu

L’acquisto di quattro fuoristrada ha ridotto lo stanziamento a 430mila euro Nino Manca, Fns- Cisl: «Le risorse non bastano, potrebbero saltare i doppi turni»

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SASSARI. «L’ennesima presa per i fondelli». Nino Manca, segretario generale Fns-Cisl, non usa parole di circostanza per raccontare il punto di vista dei Vigili del fuoco sulla convenzione regionale che dovrebbe aggregarli al piano antincendi regionale: «Non abbiamo firmato nessuna convenzione. C’è stato un incontro il 9 luglio in cui abbiamo posto alcune condizioni ma la firma è ancora solo un’ipotesi», ha detto ancora Manca.

La rottura di una trattativa che sembrava destinata al lieto fine deriva dal trasferimento economico che la Regione ha proposto ai vigili del fuoco. Sul piatto ci sono 600mila euro, che rappresentano la cifra istituzionale che negli anni scorsi è sempre bastata ai vigili del fuoco. Questa volta, però, c’è una voce che proprio non è andata giù. La disponibilità effettiva è di 430mila euro perché 170mila sono stati impegnati per l’acquisto di quattro fuoristrada: «Quattro minifuoristrada con una cisterna da appena 400 litri che ci sono stati concessi in comodato d’uso. La proprietà rimane della Regione, forse ci hanno scambiati per il Corpo forestale ma a noi serviva dotare i nostri mezzi dell’attrezzatura necessaria per combattere gli incendi boschivi», precisa ancora Manca.

La somma spesa per l’acquisto delle jeep è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso dei rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco: «La Campania stanzia 1 milione di euro, la Lombardia 2 e la Sardegna appena 470mila che non basteranno per il rafforzamento dei turni che, a questo punto, è probabile che non venga attuato. Mi chiedo cosa ne pensino le autorità statali che, per una volta, potrebbero tirare l’acqua al mulino dei cittadini». I vigili del fuoco sono pronti a innestare la marcia indietro: «A questo punto dobbiamo ricordare che non siamo obbligati a raddoppiare i turni. Lo faremo quando ci saranno emergenze attivando il turno libero, che ci verrà pagato dal ministero. Subito, non dopo un anno». La polemica, quindi, è servita.

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