La Nuova Sardegna

La maggioranza ritrova l’unità: la Asl unica è un’ottima riforma

Il governatore incassa la vittoria sulla sede a Sassari e ringrazia i suoi: grande compattezza Ganau: abbiamo costruito qualcosa di molto importante. E l’assessore Arru si commuove

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CAGLIARI. Se la sono data di santa ragione, dentro e fuori dall’aula, ma tutti i partiti del centrosinistra, escluso quello dei Sardi, assente polemico, non sono voluti mancare alla cerimonia (senza enfasi) della foto di gruppo. Ventiquattr’ore dopo il via libera all’Asl unica, si sono stretti intorno al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che pure li aveva strigliati più di una volta, e all’assessore alla Sanità Luigi Arru. Assessore che dopo aver accumulato giorni di stress e mandato giù in silenzio diversi bocconi amari, s’è commosso, ha sfiorato il pianto, quando gli è stata data la parola. I ringraziamenti reciproci sono stati tanti fino a far sembrare che la bagarre di questi giorni non fosse esistita. Eppure c’è stata, eccome, basta ricordare il derby cruento sulla sede, con Sassari che ha avuto la meglio su Cagliari. Tutto cancellato, almeno all’apparenza poi si vedrà, perché – ha detto il presidente Pigliaru– oggi comincia un nuovo corso: «Abbiamo tagliato solo il primo traguardo di un tragitto che continuerà con la riorganizzazione della rete ospedaliera, l’arrivo del direttore dell’Asl unica, il taglio degli sprechi, che se non ci saranno intoppi, potrebbero essere del 25-30 per cento, per avere quella sanità efficiente che si aspettano i sardi». A cominciare dalla qualità nei servizi sanitari – ha sottolineato Arru – che «riusciremo a ottenere dopo aver messo sotto controllo la spesa, cancellato i doppioni e avviata una sinergia fra gli ospedali». Discorso interrotto da quel momento di sana debolezza che ha lasciato il segno in un giorno di festa. Che è continuato a esserlo ed è per questo che il governatore ha ringraziato la sua maggioranza: «È stata capace di accettare prima la sfida e dimostrare poi grande compattezza nel portare a casa un’ottima riforma». Soprattutto perché «due anni fa – è stato il commento di Raimondo Perra (Psi) presidente della commissione Sanità – mai avrei pensato che saremmo riusciti a far partire l’Asl unica». Il centrosinistra c’è riuscito e Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale, è stato pronto nel dire: «Abbiamo fatto qualcosa di molto importante». Da realizzare in tempi stretti, con i fatti, a cominciare dalla nomina oculata del nuovo direttore generale: «La legge dice – ha sottolineato Pigliaru – che sarà slegato dalla politica e questo già di per sè è già un grande risultato». La scelta del manager sarà decisiva e Daniele Cocco, capogruppo di Sel, è stato fin troppo chiaro: «Abbiamo scommesso molto su questa legge, ora ci auguriamo che la Giunta scelga il migliore dei direttori possibili». Per il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, «ora è il momento di affrontare la sfida della riorganizzazione e puntare a una sanità migliore che, a prescindere dalla sede della Azienda, raggiunga dovunque tutti i cittadini». Secondo Roberto Desini del Cd, che in aula aveva contestato più volte la riforma, «dobbiamo andare oltre le divisioni che ci sono state e impegnarci a vigilare perché la sanità finalmente migliori sin da subito». Emilio Usula dei Rossomori ha insistito su un «cambiamento atteso dal mondo della sanità e con la collaborazione e l’impegno di tutti, dobbiamo dare anima e gambe alla riforma». Fino al commento finale di Pierfranco Zanchetta dell’Upc: « Abbiamo fatto insieme un passo in avanti decisivo, ma abbiamo un altro compito: far capire ai sardi che dal primo settembre la sanità cambierà davvero». (ua)

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