Pds, Sel e Cd: malumori nel centrosinistra
CAGLIARI. Non tutto il centrosinistra ha festeggiato all'indomani della riforma. C'è chi come l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda (Partito dei sardi) ha scritto: «Adesso si può dire. Noi...
CAGLIARI. Non tutto il centrosinistra ha festeggiato all'indomani della riforma. C'è chi come l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda (Partito dei sardi) ha scritto: «Adesso si può dire. Noi non eravamo e non siamo d'accordo sull'Asl unica. Abbiamo comunque collaborato lealmente per migliorare il decreto imperiale che la istituisce. Lo scontro, tra l'altro, è stato sull'uso del voto di fiducia da parte del presidente su un argomento, l'Asl unica appunto, non sottoposto al patto con gli elettori. Un presidente può legittimamente usarlo e mandare il Parlamento a casa quando questo si rifiutasse - continua l'assessore - di realizzare il patto elettorale, ma non deve usare invece quest'arma di salvaguardia del mandato per proteggere sue convinzioni personali». È questo che sarebbe accaduto, secondo l'assessore, ma finora i contrasti, seppure aspri, fra i due - Maninchedda e Pigliaru - mai sono sfociati in una vera crisi. Se la parte cagliaritana del Pd ha accettato in silenzio la sconfitta, non altrettanto hanno fatto Francesco Agus (Sel) e Anna Maria Busia (Cd), che neanche hanno partecipato al voto poi risultato vincente su Sassari. Il primo ha scritto: «Non condivido la scelta di localizzare a 215 chilometri da tutti gli uffici chi gestirà metà del bilancio regionale. È una scelta dannosa e costosa». Anna Maria Busia ha aggiunto: «Dispiace aver assistito a una pessima gestione da parte della maggioranza di una riforma così importante».
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