La Nuova Sardegna

Stipendi arretrati all’Aias un tavolo alla Regione

La protesta in via Roma di 300 lavoratori: «Vogliamo i nostri soldi» Lungo confronto con il presidente Ganau, l’assessore Arru e i capigruppo

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CAGLIARI. Al grido di «vogliamo i nostri soldi» circa trecento dipendenti dell’Aias hanno protestato ieri mattina davanti al palazzo del consiglio regionale, in via Roma. Non è la prima volta e la speranza degli operatori è che sia l’ultima: in ballo ci sono sei mesi di stipendio arretrati e il credito di 13 milioni che l’azienda dei Randazzo vanta nei confronti delle Asl. La risposta della Regione stavolta c’è stata: dalla prossima settimana un tavolo tecnico coordinato dall'assessorato della Sanità comincerà a raccogliere tutti gli elementi necessari, a partire dai dati sulla situazione creditoria e debitoria fra Aias ed Asl, per arrivare ad una soluzione della vertenza che riguarda i circa 1.200 lavoratori. È stato il presidente dell’assemblea Gianfranco Ganau ad annunciarlo al termine di un lungo confronto con una delegazione del comitato spontaneo dei dipendenti Aias. All'incontro hanno partecipato tutti i capigruppo e l'assessore della Sanità Luigi Arru: «Credo che sia un passo avanti - ha spiegato Ganau - che ci metterà nelle condizioni di venire a capo di una vicenda molto complessa con una visione unitaria delle diverse questioni e soprattutto con l'impegno comune di trovare una strada concretamente percorribile in tempi brevi per dare risposte ai lavoratori ed assicurare la continuità del servizio». Secondo Arru «non sarà un lavoro facile perché da un lato - ha chiarito l'assessore - c'è una situazione che riguarda il periodo dal 2014 ad oggi e dall'altro ci sono tante situazioni frammentate che risalgono in alcuni casi al 1988».

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