Asl unica, la carica dei 105 super manager
I sardi candidati sono 60, ma è sempre più probabile che il direttore generale arrivi dalla penisola
CAGLIARI. Gli aspiranti manager in gara per l’Asl unica sono centocinque: 60 sardi, 42 continentali, due emigrati nati in Belgio ma da tempo rientrati nell’isola madre e un newyorchese dal cognome italiano che lavora a Napoli. Sono queste le prime curiosità nel leggere l’elenco degli idonei all’incarico di direttore generale, pubblicato il 21 luglio sul sito della Regione. Mercoledì 31 agosto saranno il presidente Francesco Pigliaru e i suoi 12 assessori a «pescare» dal gruppo dei 105 chi governerà per tre o cinque anni, la durata del contratto è una delle opzioni, la sanità in Sardegna. Lo stipendio del prescelto sarà il più alto mai pagato dalla Regione a un manager, 200mila euro lordi all’anno più 40mila di premi. Però va ricordato che amministrerà più della metà del bilancio della Regione, 3 miliardi e 200 milioni, è il costo in un anno del sistema, poi avrà sulle spalle un disavanzo di partenza intorno ai 700 milioni e in più avrà l’incarico di rimettere in carreggiata un servizio che continua a crescere nelle spese e dalla qualità appena sopra la sufficienza.
La scelta. Quella della Giunta, a fine agosto, sarà fiduciaria e forse anche con qualche motivazione politica sullo sfondo, seppure da sempre il governatore Pigliaru dice: «Sarà una nomina di alto profilo e completamente slegata dai partiti». In altre parole, non è detto che a essere nominato sarà il più titolato ed esperto fra i 105 aspiranti. No, sarà chi – sempre secondo la Giunta – dimostrerà di avere le maggiori possibilità nell’impresa (possibile o impossibile?) di saper raddrizzare i conti e gli standard della sanità sarda.
Gli stranieri. Joseph Polimeni è nato in America, a New York, ma in Italia ha fatto carriera. Prima è stato direttore dell’ Asl di Lucca poi, a dicembre, il governo Renzi l’ha nominato commissario per la Sanità in Campania, regione in testa alle peggiori performance nazionale fra ospedali e spesa farmaceutica. I due emigrati sono nati entrambi a Charleroi, in Belgio. Sono il nuorese Francesco Pittalis, fratello di Pietro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, e l’oristanese Mariano Meloni, che fino al 2014 è stato direttore generale del Asl 5. Se i due belgi, si fa per dire, non sono certo degli stranieri, si sa che in una prima rosa più ristretta ci sarebbero due manager nati e che lavorano sulla terra ferma. Sono l’emiliano Bruno Zanaroli, ex direttore generale dell’Asl 1 di Sassari, fu nominato dalla giunta Soru, e il torinese d’adozione Fulvio Moirano, attuale direttore generale dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. Stando alle ultime indiscrezioni sarebbe Moirano, già direttore dell’Agenzia nazionale di controllo della spesa sanitaria, il candidato oggi con più possibilità di vittoria finale.
I sardi. È la pattuglia più consistente dell’elenco, ma rischia di avere poche possibilità se – come detto dal presidente Pigliaru – «il manager arriverà in Sardegna» e quindi sardo non sarà. Fra gli idonei ci sono i commissari straordinari delle attuali otto Asl e anche quelli dell’azienda Brotzu e delle due universitarie di Sassari e Cagliari. Gli altri sono quasi tutti medici o responsabili di strutture complesse, diversi i direttori amministrati o sanitari in carica o ex e c’è qualche professore universitario associato. Più due nomi storici della sanità sarda: Franco Meloni, ex manager del Brotzu che presento le dimissioni dopo un duro confronto con l’allora assessore Nerina Dirindin e poi si candidò per essere eletto in Consiglio regionale, e Franco Trincas, che a sua volta fu licenziato da un altro assessore, Antonello Liori. (ua)
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