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Ryanair in fuga, sindaco di Alghero all’attacco: "Adesso la Regione ci paghi i danni"

di Gian Mario Sias
Ryanair in fuga, sindaco di Alghero all’attacco: "Adesso la Regione ci paghi i danni"

Il primo cittadino Mario Bruno si è rivolto ai legali per chiedere un risarcimento dopo l’addio della compagnia low cost irlandese. Ma va oltre: fermiamo anche la procedura di privatizzazione dell’aeroporto

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ALGHERO. «Le scelte sul nostro aeroporto sono costate 85milioni di euro, i nostri legali verificheranno che il territorio possa essere risarcito da chi è responsabile di questo disastro». Il sindaco di Alghero, Mario Bruno, dichiara definitivamente guerra alla Regione e all’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, al quale rivolge anche un secondo ultimatum.

«Della sentenza dell’Unione europea emerge molto chiaramente che l’aeroporto di Alghero si è salvato proprio perché è pubblico, perciò bisogna assolutamente stoppare le procedure di privatizzazione della Sogeaal», chiede il sindaco.

Lo fa a nome del vasto cartello di sindaci, associazioni economiche e organizzazioni sindacali che in qualche settimana ha trasformato nel suo esercito. Ieri pomeriggio ha radunato tutti a Sant’Anna, sede istituzionale del Comune di Alghero, per dettare la linea e incassare il sostegno unanime di amministratori, sindacati e rappresentanti del mondo delle imprese.

«Da Bruxelles arriva la conferma che avevamo ragione noi e che non c’era bisogno di attendere», ribadisce tanto per rinfocolare lo scontro a distanza con Massimo Deiana, che è convinto dell’esatto contrario. «Per Alghero il pronunciamento fa chiaro riferimento alla decisione del 2014, nelle cui conclusioni è scritto chiaramente che gli accordi di coomarketing tra Sogeaal e Ryanair non costituiscono aiuti di Stato», insiste Mario Bruno, la cui determinazione è esaltata dalle novità degli ultimi giorni e dal fatto che il tavolo, al quale ogni giorno si aggiungono Comuni sparsi per tutta l’isola, sembra pronto a seguirlo sino allo scontro istituzionale con la Regione, come minaccia qualcuno dei primi cittadini. Una condizione che gli consente di fare la voce grossa, fino a tentare di imporre alla Regione non solo le cose da fare, ma anche i tempi per passare all’azione e tentare di recuperare il tempo trascorso nell’attesa, ritenuta inutile.

«Il 3 agosto ci sarà l’incontro di Ryanair con il governo e la Regione, per quella data sarà necessario che la Sardegna si presenti con i soldi per gli incentivi, altrimenti sappiamo già quale sarà decisione della compagnia low cost, che annunciato già da tempo di voler rinunciare ad Alghero come propria base». Tutto o quasi, insomma, è nelle mani della Regione, «perché il ministro Delrio ha mantenuto la promessa e ha eliminato l’aumento delle tasse di 2,5 euro e ha trovato la copertura finanziaria per assicurare il rispetto di tale impegno», dice il sindaco. Anche per quel che riguarda le direttive nazionali, sono in avanzato stato di predisposizione e tra poco saranno sottoposte al vaglio dei vettori.

«Attendiamo che anche Pigliaru mantenga le promesse che ci aveva fatto a suo tempo, quando diceva che i soldi ci sono e che si trattava solo di attendere il pronunciamento di Bruxelles, che ora c’è», dichiara Bruno, il cui timore è che le cose vadano diversamente. «Ho la sensazione che ci sia ancora l’intenzione di prendere tempo, accelerando per converso sul fronte della privatizzazione, ma è un percorso non condivisibile e incomprensibile». Il sostegno unanime del cartello “pro Ryanair” è sintetizzato con parole forti da Michele Mastino della Uil Trasporti. «C’è la volontà di dismettere Alghero – dice il sindacalista – che sia Ryanair o un altro, non c’è dubbio che oggi il sostegno al low cost è l’unico modo di garantire determinati livelli all’aeroporto, la cui privatizzazione va immediatamente bloccata».

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