Visita di Di Maio nell’isola: Regione, pronti al governo
L’esponente dei 5 stelle a ruota libera su Equitalia e sulle promesse di Renzi Sui sindaci grillini: ora sono quattro e sono sicuro faranno molto bene
CAGLIARI. Di fronte a una cartella esattoriale contestata, Equitalia ha 420 giorni di tempo per rispondere al contribuente e dargli le spiegazioni richieste. Se non lo fa, il debito tributario si estingue. Lo stabilisce una legge: è la 228, che risale a dicembre del 2012. Legge inattuata, dimenticata o forse lasciata nel cassetto per raccogliere più soldi pescandoli dalle tasche dei cittadini. D’ora in poi non sarà più così, la norma verrà rispettata puntualmente. Ad annunciarlo è stato Luigi Di Maio, portavoce del M5s, planato a Cagliari per parlare direttamente con la dirigenza di Equitalia: «È fatta - ha annunciato - ci saranno subito sgravi per 270 mila euro, un grande risultato». Strano paese l’Italia, dove è costretto a muoversi il vicepresidente della Camera dei deputati per chiedere qualcosa che dovrebbe essere automatica, l’applicazione di una legge: «Purtroppo è così – ha sorriso Di Maio parlando con i cronisti – il potere legislativo chiamato a sollecitare il rispetto di una norma. Ma è una battaglia di cui il M5s si è fatto carico da tempo, abbiamo difeso i cittadini con i nostri punti civici d’ascolto ed ora è un precedente nato in Sardegna che sarà utile in tutta Italia».
La battaglia. Manuela Corda, la parlamentare sarda che ha promosso nell’isola la battaglia in difesa dei cittadini massacrati dalle cartelle esattoriali, ha parlato di grande risultato raggiunto. Mente il tributarista Francesco Scifo ha voluto osservare come «le ragioni di bilancio dello Stato non possano prevalere su quelle dei contribuenti».
La legalità. Perché il principio da seguire è quello della legalità. In base a quello, con l’applicazione costante della legge 228, secondo gli attivisti Simone Meloni e Giuseppe Carboni il punto civico cagliaritano del M5s dovrebbe riportare una cifra vicina ai sei milioni nelle tasche dei contribuenti colpiti da cartelle irregolari: «Perché le tasse dovute vanno sempre pagate – ha avvertito Manuela Corda – ma la legge va rispettata ed è uguale per tutti».
Le promesse di Renzi. Rincorso dai cronisti, il portavoce del M5s non si è sottratto alle domande sull’attualità politica. Controllato nei termini, duro nei contenuti: «Due miliardi e 600 milioni promessi da Renzi? Non conosco lo specifico della Sardegna ma ho visto che in Puglia è stato un esponente autorevole del Pd, il governatore Michele Emiliano, a smentire il premier. Sono sempre gli stessi soldi che girano, si firma una seconda volta e sembra che ne arrivino di nuovi. Ma va così, Renzi fa promesse cui non crede più nessuno e non riesco a esultare per questo, perché pregiudica la credibilità del nostro paese». Come per Equitalia: «In campagna elettorale aveva promesso di abolirla - ha ricordato Di Maio - a uno degli ultimi consigli dei ministri gli ha rinnovato il mandato. E così cresce il vero spread che penalizza il Paese, quello tra le parole del governo e i fatti».
Il M5s sardo. Giudizio positivo invece sull’attività del M5s in Sardegna: «Non è vero che nell’isola siamo in difficoltà – ha risposto Di Maio – ora abbiamo quattro sindaci, Mario Puddu e Sean Weeler hanno già lavorato molto bene e ne siamo soddisfatti. Devono resistere ancora un anno e mezzo, finchè sarà in carica un governo che usa gli enti locali come se fossero bancomat». Prospettive: «La Regione? È giusto pensare a entrare in tutte gli enti pubblici in cui si possono cambiare le cose e se saremo pronti ci presenteremo alle elezioni regionali». Ovvio che quel “se saremo pronti” lascia aperta la strada ai dubbi.
Il referendum. Di Maio ha confermato un no secco per il referendum sulla riforma del Senato e non ha espresso alcuna «meraviglia degli attacchi, anche a Roma, dopo le amministrative, non stanno più magnando e chi non magna più si ribella e si dimena. Più ci attaccheranno, più vorrà dire che siamo sulla strada giusta».
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