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Reddito di cittadinanza, a novembre i primi sussidi: contro le povertà 150 milioni

Reddito di cittadinanza, a novembre i primi sussidi: contro le povertà 150 milioni

Regione Sardegna, la maggioranza di centrosinistra soddisfatta per la legge approvata dall'assemblea

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CAGLIARI. Il rito della foto di gruppo è stato rispettato ancora una volta. Come accade da settimane, dopo ogni legge approvata dal Consiglio, il giorno stesso o l’indomani la maggioranza di centrosinistra si presenta compatta e orgogliosa in pubblico. Lo fa certo spinta dal legittimo desiderio di raccogliere i benefici del successo appena ottenuto, ma forse anche per allontanare il più possibile nubi e temporali. O meglio ancora: le voci ricorrenti sui malumori interni e sul sempre più probabile rimpasto autunnale visto che l’estate dovrebbe scivolare via senza sussulti.

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Con passione. Qualche giorno fa il rito è stato consumato per la riforma delle Asl, per essere subito riorganizzato dopo il via libera, martedì, alla legge sul reddito di cittadinanza o inclusione sociale. Chi non poteva esserci, come il presidente Francesco Pigliaru, era in missione a Roma, ha parlato via Facebook: «Ora abbiamo a disposizione uno strumento nato da una proposta di un partito della coalizione, Sel in questo caso, Sel, e fatto subito proprio con convinzione dalla Giunta e da tutta la maggioranza». I presenti hanno parlato a loro volta e anche giustamente di «legge storica», ma prima delle dichiarazioni ecco le novità. Il Fondo per combattere le povertà non sarà solo di 90 milioni spalmati in 3 anni: «Potremo contare anche sui 60 milioni, sempre in tre anni, previsti dal Piano operativo nazionale. La dotazione finale sarà di 150 milioni», ha detto l’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, dopo aver ricordato che «la Sardegna è una delle prime regioni ad avere una legge di pronto intervento per frenare l’emarginazione sociale». L’altra novità è che a novembre potrebbero essere pagati i primi sussidi a 10mila famiglie indigenti sulle 140mila censite. «La procedura è avviata – ha detto Luca Pizzuto (Sel), padre indiscusso della legge – e appena la Giunta deciderà le soglie di reddito e i criteri per l’assegnazione, i soldi saranno girati ai Comuni, che avranno nel frattempo già individuato i possibili beneficiari». Tempi stretti, insomma, perché – ha aggiunto Pizzuto – «in questa battaglia decisiva non dobbiamo perdere neanche un minuto».

Le dichiarazioni. Per il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, «il reddito sociale sarà o presto ossigeno puro per chi oggi vive nella disperazione». Gigi Ruggeri del Pd ha sottolineato: «Il patto con chi riceverà i sussidi è chiaro. Dovrà impegnarsi a uscire dal tunnel in cui purtroppo è stato cacciato dalla crisi». Per Roberto Desini (Cd) «fra pochi mesi i sindaci avranno un altro strumento per fronteggiare l’emergenza». Pierfranco Zanchetta dell’Upc ha detto che «da oggi i sardi guarderanno verso il Palazzo con uno sguardo diverso, perché questa è una legge a favore dei più deboli». Lorenzo Cozzolino (Pd) ha aggiunto: «L’incrocio dei dati fra Comuni, Asl e Regione eviterà il rischio di abusi». Paolo Zedda (Rossomori) l’ha confermato: «Vogliamo dare una spallata decisa alla povertà da cui dobbiamo liberarci». La conclusione è stata di Raimondo Perra (Psi), deciso nel dire: «Altro che governo e Consiglio del non fare. In poco meno di settimane, abbiamo approvato due riforme fondamentali e coraggiose, l’Asl unica e il reddito sociale». (ua)

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