Le servitù militari sono un peso esagerato
Pigliaru alla commissione d’inchiesta sull’uranio: «Serve un cambiamento». Scanu: «È indispensabile»
CAGLIARI. Servitù militari da riequilibrare, il caso La Maddalena da risolvere e quello ancora più drammatico e misterioso dell’uranio impoverito. È su questi tre temi che si è incentrata l’audizione del presidente della Regione Francesco Pigliaru nell’aula della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, presieduta dal deputato Gian Piero Scanu del Pd. È stato proprio Scanu ad annunciare, tra l’altro che «la commissione sarà a Cagliari a settembre per diverse audizioni». Ma nello stesso giorno del confronto a Roma il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti ha annunciato che «sta per concludersi l’istruttoria per la pubblicazione della mappa dei luoghi dove potrebbe essere costruito il deposito nazionale delle scorie nucleari». È una preoccupazione in più per la Sardegna, che sarebbe è stata indicata come un «possibile sito». Ma se questa è tutta un’altra storia, comunque preoccupante, l’attualità sono le servitù militari.
Le richieste. Alla Camera, nell’aula della commissione d’inchiesta, il presidente Pigliaru è stato deciso nel dire: «In Sardegna il peso delle servitù è rimasta immutato in 60 anni e non ha senso. Oggi è cambiato tutto, c'è la tecnologia, si possono fare attività simulate. Bisogna investire in ricerca, bisogna che alcuni territori siano rilasciati ed è questa la via da seguire per cambiare una situazione che dura da troppo tempo». Tra l’altro il governatore ha aggiunto che «l’Italia rischia di finire sotto infrazione davanti all’Europa perché non ha ancora applicato la norma che impone di calcolare qual è l’incidenze economica, cioè il minore sviluppo negli anni, nei territori su cui gravano le servitù militari». Secondo Pigliaru, che si è presentato all’audizione con diversi dati, «anche gli stessi indennizzi pagati dallo Stato continuano a essere incerti, non si sa bene come siano calcolati e comunque arrivano sempre con molto ritardo». Pigliaru ha aggiunto: «È infine necessario che a valutare gli effetti delle esercitazioni militari sulla salute dei cittadini sia un organismo terzo. È l’unico che può garantire indipendenza e trasparenza nei monitoraggi», ma finora in tutte le indagini l’Esercito ha voluto invece sempre dire la sua. Il presidente ha affrontato anche il caso La Maddalena: «Presto ci sarà un tavolo per superare gli conflitti e le complicazioni burocratiche. L’accordo va trovato perché ci sono i 15 milioni stanziati dal Governo per le bonifiche, più i 20 annunciati il giorno della firma del Patto per la Sardegna».
La risposta. «L'audizione del presidente della Regione è stata importante e significativa», ha detto Gian Piero Scanu a nome della commissione d’inchiesta. Per poi aggiungere: «La Sardegna subisce da 60 anni il primato della presenza sul suo territorio di servitù militari e oggi, come in altre occasioni, è emersa con chiarezza e determinazione la comune volontà di adoperarsi in un spirito di leale collaborazione istituzionale per un riequilibrio in tempi rapidi di questa situazione».
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