L’opposizione: «Il bluff continua»
La Cgil: «Aprire subito i cantieri». Progres: «Gli inutili governi amici»
CAGLIARI. Il centrodestra non crede ancora e chissà se mai ci crederà al «miracoloso Patto». Dopo la firma a Sassari, aveva sparato ad alzo zero e continua a farlo. A lanciare la prima sfida al presidente della Regione è Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: «Continuano gli annunci-bluff – scrive in un comunicato – Se il governatore vuole dimostrare davvero che i soldi di Renzi sono veri, lo invitiamo a presentarsi in aula. Non da solo ma con uno straccio di prova da cui si capisca che arriveranno soldi in più per l Sardegna. Parliamo di documenti che abbiano efficacia sul piano giuridico e concreto, non le solite slide e altrettanti cliché già sconfessati, in altre Regioni, dai presidenti del centrosinistra. Al momento a noi risultano solo tagli che, tra accantonamenti e sforbiciate, ammonterebbero a un miliardo. Aspettiamo le prove e i documenti, se ci sono». Per Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori, «tra risorse inesistenti, stanziamenti duplicati e tanta aria fritta, i veri numeri dell'accordo con il Governo sono ancora tutti da dimostrare. Anziché far partire il trenino delle conferenze stampa, farebbe meglio a presentarsi in Consiglio e a piegarci perché, stando ai primi annunci, la Sardegna centrale sarebbe tagliata fuori dalla presunta mole di lavori pubblici». Sul Patto ha scritto, nella prima pagina della rivista del sindacato L’Altra Sardegna, anche Michele Carrus, segretario regionale della Cgil: «A questo punto la Giunta si concentri sull'avvio dei cantieri e delle infrastrutture, per affrontare il problema che denunciamo da mesi, l'insufficienza degli interventi sul lavoro. Le risorse immediatamente spendibili del Patto – prosegue Carrus – ora devono essere sorrette dall'accelerazione delle procedure da parte di una task force che metta insieme tecnici e funzionari della Regione e degli Enti locali per completare i progetti e gli iter d'approvazione, predisporre le gare e affidare le commesse». A diffidare del Patto è anche Progres: «Da indipendentisti sappiamo bene quale peso abbiamo avuto le promesse dei cosiddetti Governi amici da Prodi a Berlusconi: nullo».
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