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Pd, le correnti in guerra vanno a caccia di un’intesa

Pd, le correnti in guerra vanno a caccia di un’intesa

L’assemblea flop a Oristano e le accuse di Soru alle “cariatidi del partito” In palio oltre alla scelta del segretario ci sono nomine e ruoli in Consiglio

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SASSARI. Tutto rimandato a settembre, alla ricerca di un’intesa che fatica ad arrivare. Il Pd cerca l’unità ma nel frattempo continua ad attorcigliarsi tra correnti e capibastone. La scelta del segretario traghettatore, la figura che porterà il partito sino al congresso, diventa un’altra occasione per ridefinire ruoli e peso politico. Venerdì pomeriggio, a Oristano, la nuova puntata. Con l’ex segretario Renato Soru che davanti a una sala semi vuota si scaglia contro “le quattro cariatidi che tengono in ostaggio il partito” e invita i giovani a farsi avanti per tentare di avviare un vero rinnovamento. Parole pesanti, indirizzate dall’europarlamentare (che si era dimesso dalla carica di segretario il 5 giugno) ai leader dell’area Cabras-Fadda-Lai: avversari storici di Soru e dell’area che all’ex governatore fa riferimento, alleati di recente per una breve parentesi e da otto mesi di nuovo distanti. Da quando cioè la segreteria di Soru ha iniziato a traballare. Dopo le accuse, si ricomincia. Resta la voglia di trovare un accordo. Sul nome ma anche su molto altro. Per farlo c’è poco meno di un mese a disposizione.

Il futuro segretario. Il nome in pista resta quello di Piero Comandini, consigliere regionale, indicato dalla minoranza renziana, sostenuto dai soriani e contestato dall’area Cabras-Fadda-Lai. Che in queste settimane aveva chiesto che la scelta cadesse su una figura di garanzia, indicando il presidente del partito Giannarita Mele. A Oristano, dopo un vertice ristretto durato un paio d’ore, l’area Cabras-Fadda-Lai ha deciso di lasciare l’assemblea. Niente numero legale, tutto rimandato. Soru a quel punto ha preso il microfono e ha espresso con toni duri il suo pensiero.

La posta in gioco. Il via libera al nome indicato dalla minoranza è il grimaldello utilizzato per rivedere gli assetti. In consiglio regionale, in giunta – in vista del rimpasto di cui si parla da tempo – ma anche sulle poltrone che più contano nei palazzi che ruotano intorno alla politica. Se la revisione complessiva delle posizioni avrà il via libera, allora la nomina del segretario non troverà più alcun ostacolo».

Le posizioni. «Il 90% del partito chiede, vuole e pretende una gestione unitaria, una pacificazione. Il restante 10% non vuole togliersi l'elmetto. In questo mese bisogna spiegare la necessità di una pace duratura», dice Roberto Deriu, consigliere regionale Pd molto vicino al senatore Silvio Lai. «In questa fase di transizione la priorità è scegliere il segretario – dice Salvatore Demontis, consigliere di area soriana – tutto il resto arriverà dopo, con le mozioni congressuali. E il congresso non potrà tenersi prima del referendum costituzionale».

L’autocandidatura. È quella di Giuseppe Frau: 40 anni, medico di Cagliari, renziano della prima ora, proviene dall’area Fadda ed era componente della segreteria di Soru. «La mia è una candidatura trasversale, la speranza è che la mia generazione possa avviare una nuova fase della vita politica del partito». (si. sa.)

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