La Nuova Sardegna

I centri disabili contro i tagli della Regione

Pronti a non firmare i contratti con le aziende sanitarie: la delibera sui tetti di spesa va sospesa

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CAGLIARI. I centri privati che ospitano i disabili pronti a non firmare i contratti con le Asl se la delibera che diminuisce i tetti di spesa non sarà sospesa. L'hanno fatto sapere Aias, Acris, Anffas, Consalus e Opera Gesù Nazareno - gli erogatori dei servizi per i pazienti affetti da disabilità neurologiche gravi - durante un incontro a Cagliari, con le associazioni dei pazienti convocato per illustrare gli effetti della delibera della Regione che taglia del 18 per cento le prestazioni ai malati per il triennio 2016-18. Secondo i responsabili dei centri, il tetto di spesa sarebbe fortemente ridotto rispetto a quello stabilito per il 2015. «A fronte di quasi 63 milioni di euro per il 2015, nel 2016 la cifra è di 56,3 milioni, mentre per il 2017 e 2018 il tetto di spesa è fissato a 56,7 milioni». «Se la delibera non è impugnabile a livello politico, lo è di certo a livello giudiziario», ha precisato Vittorio Randazzo, direttore amministrativo dell'Aias ed ex consigliere regionale. «Se sarà necessario scenderemo in piazza - ha aggiunto la presidente Anna Paola Randazzo –, chiediamo di essere ricevuti dall'assessore alla Sanità, Luigi Arru, dal governatore Francesco Pigliaru e dal presidente della commissione Sanità, Raimondo Perra».

La diminuzione delle risorse «comporta un taglio in termini di assistenza e persino occupazionale». Tradotto: molti malati potrebbero essere dimessi e parte del personale licenziato. «Nessuno di noi vuole chiudere i centri convenzionati con il sistema sanitario, perché se lo facessimo verrebbe a mancare il 90 per cento dell'assistenza, per questo insistiamo sulla rimodulazione dei tetti fissati dalla delibera», ha spiegato Salvatore Pani dell'Acris. La delibera in questione risale al 12 luglio e la denuncia da parte dell'Aias al 4 agosto. Sinora solo la Asl 8 ha dato corso al provvedimento della Giunta. Sempre giovedì la Regione ha sollecitato «la regolare prosecuzione delle attività da agosto a dicembre: una loro eventuale interruzione sarebbe non giustificata. La Asl ha già dato incarico all'Ufficio legale di diffidare formalmente chi dovesse chiudere fornendo all'utenza informazioni non corrispondenti al vero».

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