L’Istituto di Sanità: Quirra, esclusi rischi per salute e ambiente
Le conclusioni dello studio scientifico durato cinque anni «Dati su mortalità e malattie al di sotto della media sarda»
CAGLIARI. Le attività militari che si svolgono nel poligono interforze del Salto di Quirra non rappresentano un rischio per la salute degli abitanti e dei soldati. Anzi, sostiene l’Istituto superiore della Sanità, l’analisi dei dati dimostra il contrario: «La situazione in termini di mortalità è più favorevole nelle popolazioni residenti nell’area adiacente il poligono rispetto alla media regionale sarda, a sua volta leggermente inferiore a quella nazionale». Dopo i consulenti della Procura di Lanusei e gli esperti della Difesa, è quindi l’Istituto della Sanità a spegnere gli allarmi ricorrenti sul pericolo legato alle guerre simulate nella costa orientale con una relazione elaborata da 16 ricercatori coordinati da Loredana Musmeci del dipartimento ambiente dell’Iss di cui fanno parte il docente di epidemiologia ambientale Pietro Comba, il docente di statistica medica Annibale Biggeri e numerosi colleghi sardi, che hanno lavorato per cinque anni sugli studi scientifici esistenti e li hanno approfonditi con ogni dato disponibile. Le 150 pagine della relazione sono già nelle mani della commissione parlamentare sugli effetti dell’uranio impoverito, presieduta da Giampiero Scanu, che sentirà nei prossimi mesi gli autori delle ricerche. Sorprendenti le conclusioni dello studio, che ha preso in esame gli aspetti ambientali e sanitari, partendo dall’ipotesi che la popolazione della «corona interna», quella più vicina al poligono di Quirra, presentasse un profilo di salute più svantaggiato rispetto alla «corona esterna». L’analisi dei dati indica, dice lo studio, che è vero il contrario, come dimostrano i numeri relativi ai ricoveri in ospedale e ai casi di decesso. Confortanti anche le risultanze sullo stato ambientale dell’area: «Non si evidenziano - è scritto nella relazione finale - per adulti e bambini rischi per il percorso inalatorio, sia per effetti cancerogeni che per effetti tossici in nessuno dei due poligoni considerati». Vale a dire nei 13200 ettari che costituiscono quello a terra di Perdasdefogu e la base a mare di San Lorenzo. In altre parole: il vento non porta negli apparati respiratori di chi vive lì alcuna sostanza nociva e i dati non mostrano eccessi di mortalità significativi per alcuna delle malattie comprese nella tabella di riferimento, quella accettata a livello internazionale. I ricercatori hanno riscontrato tre casi di patologie oncologiche rare nella frazione di Quirra, quella più vicina all’area militare. Ma - così scrivono - si tratta di un dato statisticamente debole e non c’è nulla che autorizzi a metterlo in relazione con l’attività militare. Il dato però coincide con quello rilevato dall’équipe di Biggeri nella frazione di Foxi, a Teulada, al confine con il poligono: qui si sono registrati 5 decessi oltre il numero atteso nell’arco di 10 anni, troppo poco per modificare l’esito rassicurante della consulenza elaborata per la Procura di Cagliari ma comunque degno di nota. Attenzione: il board di scienziati non descrive l’area di Quirra e quella dei comuni più vicini come un paradiso terrestre, qualche punto interrogativo rimane anche perchè la Regione non è stata in grado di fornire tutti i dati richiesti. Per esempio emerge un «valore alto di radioattività naturale» che non è riferibile al poligono ma che per il gruppo dell’Iss «andrebbe approfondito». Se poi risultano «rispettate anche le misure di cautela previste dalle leggi nazionali in applicazione del principio di precauzione» le attuali conoscenze scientifiche e la complessità dello scenario espositivo non consentono «valutazioni quantitative del rischio sanitario connesso agli ancora non accertati effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici ad alta frequenza emessi dai numerosi trasmettitori presenti nell’area». Quindi non esistono certezze neppure sugli effetti: oggi, dice l’Istituto superiore di Sanità, i numeri su mortalità e malattie mettono al riparo da qualsiasi allarmismo.
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