Sogeaal, è guerra tra il Cda e l’ex direttore
Il Consiglio replica a Borlotti: «L’attuale situazione figlia di un modello industriale debole e scadente»
ALGHERO. «La difficilissima contingenza cui è costretta Sogeaal è la conseguenza del modello industriale adottato dal precedente management, progettualmente debole ed estremamente scadente». La replica del consiglio di amministrazione della società di gestione dell’aeroporto di Alghero alle accuse dell’ex direttore, Umberto Borlotti, non tarda ad arrivare. E non è tenera, per niente. «Tra il 2000 e il 2009 la società ha accumulato oltre 26milioni di euro di perdite, ha deliberatamente abbracciato un rischiosissimo rapporto di dipendenza nei confronti di un singolo vettore, e oggi se ne pagano le conseguenze, e ha realizzato un’infrastruttura i cui livelli qualitativi avrebbero fatto urlare allo scandalo anche nei paesi del terzo mondo, soprattutto in relazione ai soldi pubblici spesi», affermano senza mezzi termini Carlo Luzzati, Mauro Giorico e Massimo Tavolacci, che preferiscono «tacere i criteri di quegli anni per l’assunzione del personale». Fatta salva la crescita del traffico, «acquistato con fondi regionali e proseguita, con migliori risultati, anche in assenza del suo artefice», secondo gli amministratori di Sogeaal è questo il contesto in cui si inquadra la polemica innescata da Borlotti.
«Si concede esercizi di critica nei confronti del percorso di normalizzazione societaria, certamente non esaurito – dicono – alimentando con un certo successo un clima di sospetto e discredito». Da qui la scelta di non far passare nemmeno un minuto prima di confutare le sue teorie. «Non ci sono segreti, il piano industriale sarà certamente condiviso con chi ne ha titolo quando i soci, che l’hanno approvato, concorderanno tempi e modi», assicurano. Quelle dell’ex direttore sulla privatizzazione, prosegue il cda, «sono sciocchezze, la privatizzazione non può dipendere da scelte di Sogeaal, che ne cura i profili formali, ma è stata disposta da un provvedimento legislativo regionale e dall’assemblea degli azionisti». A Borlotti gli amministratori consigliano «di godersi con serenità il milionario premio di produzione». I tempi, è l’affondo, «in cui con i soldi della società ci si poteva permettere di acquistare attrezzature da centinaia di migliaia di euro mai impiegate, comprare sontuosi regali in gioielleria, viaggiare per fiere in paesi esotici e organizzare viaggi di “confronto lavorativo” coi propri collaboratori».
Intanto il sindaco di Alghero, Mario Bruno, a nome del cartello “pro Ryanair” composto da Comuni, imprese e sindacati, ha scritto al presidente Francesco Pigliaru. «Regione e Sogeaal elaborino immediatamente un sistema di incentivi – scrive Bruno – e si sottoscriva senza indugio il contratto fra Sogeaal e Ryanair per consolidare le rotte e mantenere la base ad Alghero». Non solo. «La Regione e Sogeaal presentino in un’assemblea pubblica, prima della privatizzazione, il piano industriale», insiste Bruno, secondo cui «anche il Piano regionale dei trasporti non è più rimandabile».
Bordate contro la Regione da parte del consigliere regionale di Forza Italia, Marco Tedde, ex sindaco di Alghero. «L’assessore Deiana, senza sprezzo del ridicolo, per difendersi dalle fondate accuse di incapacità di incentivare i voli low cost, afferma di doversi occupare di tutti gli aeroporti sardi e non solo di Alghero. Affermazione che non dovrebbe provenire da un assessore dei trasporti che, tra l'altro ha dimostrato di avere ben poco tempo per l'aeroporto di Alghero che sta affondando assieme all'economia di una parte importante della Sardegna».
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