Spara due rivoltellate al rivale ferito di striscio un ragazzino
CAGLIARI. Vecchie ruggini, un rapporto personale che poteva degenerare da un giorno all’altro. Ieri l’epilogo, protagonista un pregiudicato: per regolare i conti con un coetaneo ha impugnato una...
CAGLIARI. Vecchie ruggini, un rapporto personale che poteva degenerare da un giorno all’altro. Ieri l’epilogo, protagonista un pregiudicato: per regolare i conti con un coetaneo ha impugnato una pistola Beretta 7.65 e gli ha sparato due volte, all’interno di un palazzo. Mira sbagliata, per fortuna: i proiettili hanno mancato mancato il bersaglio ma le schegge provocate dal rimbalzo nelle pareti sono finite sul pianerottolo della scala ed hanno ferito di striscio alla gamba un bambino di dodici anni. Niente di grave, guarirà in alcuni giorni.
Il fatto è avvenuto in un’abitazione in via Pier della Francesca, nel quartiere di Mulinu Becciu. Nel palazzo, dopo la segnalazione della sparatoria, sono intervenuti gli investigatori della Squadra mobile e con l’accusa di tentato omicidio hanno arrestato Aldo Mantiglia (26 anni) già noto alle forze dell'ordine. Il giovane ha raccontato che al culmine di una serie di liti con un suo conoscente ha deciso di regolare i conti utilizzando una pistola calibro 7,65 che ha la matricola limata. Ha rivolto l'arma contro il suo rivale e premuto per due volte il grilletto. La mancata vittima è rimasta illesa ma la storia non è finita lì: Mantiglia gli è arrivato addosso e l’ha aggredito colpendolo al volto con il calcio della pistola. Sangue, urla, qualcuno ha avvertito la polizia che qualcosa di grave stava avvenendo nel palazzo. Quando gli agenti della squadra mobile sono arrivati tutto è apparso chiaro: lo scontro, i colpi di pistola, il ragazzino di dodici anni che mostrava una ferita non grave alla gamba. Non restava che sentire le testimonianze ed elaborare il rapporto che è già sulla scrivania del magistrato di turno. L’accusa di tentato omicidio dovrà essere vagliata dalla Procura, si dovrà stabilire se Mantiglia ha sparato per uccidere o soltanto per spaventare l’interlocutore. Il giovane dovrà probabilmente rispondere anche di lesioni personali colpose per il danno arrecato al ragazzino. Ora il suo destino giudiziario è nelle mani del gip, che lo interrogherà nelle prossime ore.
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