La Nuova Sardegna

Contro la peste suina multe più leggere ma è un ultimatum

Le sanzioni per gli allevatori che si autodenunceranno: scenderanno da settembre da 10mila a cinquecento euro

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CAGLIARI. Ora o mai più, perché sia chiaro: la peste suina va debellata. Il motivo a monte dell’ultimatum, dovrebbe essere il numero 3 della Regione se si vuole è spiccio ma dal sicuro effetto economico. Eccolo: con la Sardegna ancora inquinata dal virus (lo è dal 1978) il cosciotto di prosciutto prodotto nel Nuorese o in Ogliastra, sono le zone ancora devastate dalla peste, continuerebbe a valere poco o nulla. Mentre se la Sardegna dovesse riuscire in un anno a liberarsi dalla maledizione, lo stesso cosciotto, stavolta prodotto per davvero con sole carni sarde liberate dalla peste, oggi gran parte della materia prima è importata, varrebbe sul mercato almeno duecento volte di più. Chi non ci crede, sprechi un po’ del suo tempo a leggere cos’è accaduto in Spagna: fino a quando c’era la peste suina (1995) da quelle parti c’erano intere zone povere e spopolate, oggi l’Estremadura bonificata è un territorio ricco e la sua ricchezza è una sola: «Pata negra», il prosciutto spagnolo. Che, con un po’ d’orgoglio, pare sia persino di qualità inferiore rispetto al «cosciotto nostrano», e a dirlo sono gli esperti, non solo le «buone forchette». Se questo discorso è semplice, da settembre la Regione vuole convincere gli ultimi 500 allevatori, una minoranza a confronto con le 18mila aziende suinicole regolari censite, a uscire dall’illegalità, ad abbandonare il rito del pascolo brado che è la prima e vera causa della diffusione della peste.

Il piano. La cabina di regia per l’eradicazione del virus, coordinata da Alessandro De Martini, sostiene d’aver trovato la soluzione e potrebbe essere quella giusta anche per allentare le tensioni (leggi la recente rivolta di Desulo) degli ultimi mesi. La soluzione è questa: per chi avrà l’intelligenza di denunciare entro l’anno i maiali fuorilegge, le multe scenderanno dagli attuali 10mila a massimo 500 euro. Lo sconto è netto, la convenienza enorme: perché subito dopo per gli allevatori ravveduti scatteranno un’infinità di benefici, compresi finanziamenti fino all’80 per cento a fondo perduto per trasformare l’azienda ombra malata, maledetta e dal reddito basso in una sana, santificata e ricca. E ancora: chi uscirà dall’illegalità non rischierà neanche di vedersi azzerare i contributi europei per le pecore, spesso allevate insieme ai maiali, cosa che invece accadrà a chi dovesse continuare a nascondere i suini. C’è dell’altro: se tutti i maiali denunciati dovessero risultare infetti e da abbattere, la Regione finanzierà anche la ricostituzione dell’allevamento, cioè lo steso numero di suini, comprese le recinzioni per spezzare la catena cinghiali-maiali allo stato brado, altro veicolo della peste.

Richiesta dal basso. L’ultimatum è scritto nella delibera approvata dalla Giunta per la campagna 2017. A sollecitare l’ extra bonus sono stati, nei giorni scorsi, le comunità, i sindaci del Nuorese e dell’Ogliastra: le vecchie multe erano troppo alte e infatti da quando è stata chiusa la finestra a costo zero del 2015, nessun allevatore si è più autodenunciato. Risultato: lo zoccolo duro dell’illegalità è rimasto bloccato intorno alle 500 aziende, con un «carico» stimato di 3mila-4mila maiali sempre allo stato brado e quindi potenziali vettori della peste. Al di là dei numeri, è evidente che una minoranza di allevatori tiene da troppo tempo la Sardegna sotto scacco.

L’appello. «Non è più possibile dopo tanti ani essere ancora considerati una regione canaglia dall’Europa e dal ministero della Salute e neanche essere costretti per colpa di pochi a rinunciare a un potenziale economico enorme a disposizione di molti», ha detto il governatore Francesco Pigliaru, con a fianco gli assessori alla Sanità e all’Agricoltura, Luigi Arru ed Elisabetta Falchi. Il decreto che farà partire la campagna decisiva contro il virus sarà pubblicato fra settembre e ottobre. Da quel momento gli allevatori avranno 60 giorni di tempo per autodenunciarsi, mettersi in regola, costituire la nuova azienda (anche in questo caso senza alcun costo) e cominciare davvero a macinare soldi puliti. Chi non lo farà, non avrà più alibi: i suoi maiali saranno abbattuti. (ua)

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