La Nuova Sardegna

San Giuliano investe: 120mila piante di olivo

di Gianni Olandi

Alghero, l’obiettivo dell’oleificio Manca è valorizzare l’oliva bosana. Previsti 15 posti di lavoro

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ALGHERO. In un periodo in cui il comparto agroalimentare è in difficoltà, cerca di contenere le perdite e di conservare il capitale aziendale messo in discussione dalla crisi economica, c'è anche chi lancia la sfida, convinto del proprio prodotto e di una azienda che si appresta a celebrare i cento anni di attività. La sfida è partita dalle colline di San Giuliano sede dell'Oleificio di Domenico Manca, che insieme al figlio Pasquale ha appena messo a dimora in un'area al nord di Alghero, 120mila piante di olivo su una superificie di circa 70 ettari di terreno arenoso calcareo. L'obiettivo è quello di valorizzare una autentica eccellenza sarda, l'oliva bosana, ma non solo.

L'investimento comincerà a produrre entro i prossimi tre anni ma la produzione andrà a regime nell'arco di 5/6 anni. Un investimento a medio termine quindi che Domenico Manca, 79 anni, patron della San Giuliano, ha voluto con determinazione. «Ci stavamo lavorando da tempo – dice – e abbiamo dovuto affrontare un lavoro ciclopico riassestando il terreno, spietrandolo, portando l'acqua, creando le condizioni ideali per una produzione intensiva assolutamente biologica». La scelta è stata sollecitata anche da un riferimento di ordine salutistico. «Il mercato – quello straniero in particolare, chiede l'extra vergine, ne apprezza l'integrità da grassi e la gustosità che si riscontra a tavola».

L'investimento ha risvolti occupazionali non secondari: 15 nuove unità lavorative che in tempi come quelli che si stanno vivendo rappresenta quasi un una sorta di miracolo. Pasquale Manca, non meno del padre, guarda al futuro. “«Abbiamo voluto questo investimento – afferma – oltre che per la ferma convinzione e fiducia che abbiamo nel nostro prodotto, anche per i riscontri positivi che giungono in ambito nazionale e internazionale. Un impegno importante che vogliamo considerare come una iniezione di fiducia per la nostra azienda ma anche per l'intero settore che riteniamo abbia potenzialità di crescita di assoluto interesse soprattutto se l'attenzione sarà puntata sulla qualità. Un discorso – aggiunge – che dovrebbe riguardare tutte le produzioni dell'agroalimentare sardo, quelle eccellenze che madre natura ci ha dato e che debbono restare tali anche sui mercati della commercializzazione».

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