La Nuova Sardegna

Alghero, Maria Pia: il Palacongressi fantasma

di Claudio Zoccheddu
Alghero, Maria Pia: il Palacongressi fantasma

Per la sistemazione manca poco più di un milione di euro

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ALGHERO. Nella hit parade dei tormentoni che accompagnano lo sviluppo turistico dell’isola ce n’è uno che non passa mai di moda: «Posti stupendi ma mancano le strutture per sviluppare il turismo». Alghero, evidentemente, non segue le tendenze perché da queste parti il discorso deve essere capovolto. Le strutture ci sono, l’appeal turistico pure ma mancano le idee per mettere a sistema una delle più famose incompiute sarde. O, ancora meglio, mancano i soldi per gestire una struttura enorme nata per ospitare una forma di turismo, quello congressuale, che sembra meno appetibile di quanto lo fosse nel 1984, quando erano stati disegnati i primi schizzi del progetto del palazzo poi realizzato nella zona di Maria Pia. Il disegno è diventato realtà dopo un percorso lungo e faticoso che ha portato alla realizzazione del centro congressi più grande di tutta la Sardegna ma, purtroppo, anche il meno utilizzato in assoluto con appena due eventi ospitati, contando anche l’inaugurazione del 2007. Niente male per una struttura su cui la Regione, proprietaria dell’immobile, aveva investito qualcosa come 20 milioni di euro.

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Il gigante di vetro. La presentazione è pessima: un mastodonte di vetro e cemento incastrato tra il mare del lido di Maria Pia e lo stagno di Kalic. A rendere ancora più decadente il quadro generale ci pensano le erbacce e i segni dell’incuria che ormai spiccano sulle grandi facciate del palazzo dei congressi a cui si accede attraverso un cancello arrugginito, chiuso con un lucchetto. Dei fasti del 2007, quando il palacongressi è stato inaugurato, non è rimasto nulla. Anzi, qualcosa è sparito: il rame di un impianto elettrico ormai inutile, ad esempio, che è stato rubato qualche anno fa.

L’accesso ai sotterranei è ostruito dalle strutture che il Comune utilizza, o non utilizza, per le manifestazioni all’aperto. Sullo scivolo ci sono tribune e seggiolini “parcheggiati” in attesa di tempi migliori. Lui, il gigante di cemento, invece non se la passa malissimo. Anzi. A parte lo sporco sui vetri e qualche intonaco da rinfrescare, il palacongressi sembra piuttosto in forma. Ma potrebbe essere solo un’impressione, il palazzo è abbandonato e per rintracciare danni strutturali serve l’occhio allenato di un esperto. Quello di Mario Bruno, sindaco di Alghero, non ha alcun dubbio: «Nonostante l’abbandono si è conservata bene e per sistemarla non servono grosse cifre».

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Gli interni. La buona condizione generale è confermata soprattutto dagli ambienti interni. L’atrio è quasi pulito e da un balconcino affacciato sul salone spuntano anche le piantine in plastica che erano state sistemate per l’inaugurazione di nove anni fa. Sulla destra c’è il corridoio che conduce a una sala congressi capace di più di mille posti. La visuale è quella garantita dalla luce naturale che filtra dal palco ma non è difficile intuire che anche le poltroncine sono scampate al degrado. Manca il pubblico che le possa utilizzare ma non è una novità: quelle sedute hanno funzionato solo in due occasioni: l’inaugurazione del 2007 e un evento organizzato poco tempo dopo dalla Conservatoria delle coste. Poi è calato un sipario che non è stato alzato mai più. Fuori dall’area per i congressi c’è qualcosa che stona: un po’ di terra sul pavimento e le erbacce che, all’esterno sono cresciute a dismisura. Sui muri, invece, spicca qualche segno di umidità e niente di più. Per il piano inferiore, in cui manca la corrente elettrica come in tutto lo stabile, è il sindaco a fornire una descrizione: «Le condizioni sono le stesse», spiega Mario Bruno, «e anche lo spazio non è molto differente. Nella nostra idea il sotterraneo potrebbe ospitare palestre e aree per il fitness e il relax.

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L’anfiteatro. Davanti all’ingresso del palazzo c’è l’unica porzione di struttura che ha funzionato, almeno per qualche anno: l’anfiteatro. Sul palco erano saliti artisti come James Brown, nel 2003, e alcuni big della musica italiana tra cui Lorenzo Jovanotti, Elisa e i Subsonica, solo per citare i più noti. Adesso il legno degli spalti è marcito e l’unica musica in diffusione è quella delle cicale che spezzano la cortina di silenzio che circonda l’anfiteatro che ospitava gli appuntamenti del FestivalAlguer. A ridosso dall’anfiteatro ci sono gli impianti sportivi, anche quelli utilizzati per qualche anno e poi abbandonati come tutto il resto. Il palazzo dei congressi è così, un gigante addormentato su un letto di erbacce.Un monumento allo spreco che, si augurano ad Alghero, possa presto cambiare status.

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