La Nuova Sardegna

LA STORIA»L’ITER TRAVAGLIATO

di Gian Mario Sias

ALGHERO. A metà degli anni Ottanta prende quota l’idea di realizzare un grande palazzo dei Congressi ad Alghero. Principale promotore dell’iniziativa è Martino Lorettu, consigliere regionale...

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ALGHERO. A metà degli anni Ottanta prende quota l’idea di realizzare un grande palazzo dei Congressi ad Alghero. Principale promotore dell’iniziativa è Martino Lorettu, consigliere regionale algherese. Democristiano, fiuta la possibilità di un business possibile, per la città e per il territorio: il turismo congressuale. Il Palacongressi, che oggi è intitolato proprio a Lorettu, nasce per essere l’epicentro di un polo dei congressi attorno al quale si sarebbe dovuto sviluppare un sistema ricettivo ad hoc, con alberghi a cinque stelle e servizi all’altezza di eventi di rilievo internazionale.

Niente di niente. Il Palacongressi, a trent’anni distanza, è rimasto una cattedrale del deserto. Inaugurato il 15 dicembre del 2007, dopo vent’anni dalla posa della prima pietra, il palazzone che ha cambiato per sempre il waterfront di Maria Pia e del litorale di Alghero ha vissuto solo quel giorno. Con fatica si scava Negli archivi per rispolverare il ricordo di un altro evento, organizzato da Regione e Conservatoria delle coste, cui fa cenno il sindaco Bruno. Niente, comunque, rispetto alle ambizioni di quella struttura con una sala da oltre mille posti e una da 300, divise da un palco utilizzabile sui due lati.

Costato 20 milioni di euro, il palazzo dei congressi è venuto su troppo lentamente. Le norme sull’edilizia e sulla sicurezza hanno camminato più spedite dei lavori. È per questo che non è mai stato possibile rilasciare la certificazione antincendio, tanto per fare un esempio. Le porte tagliafuoco, che non hanno il minimo graffio, sono inadeguate e sprovviste di documentazione.

I rivestimenti interni dell’anfiteatro doubleface sono ormai fuori norma. L’inaugurazione del 2007 non fa testo: buona parte degli impianti era inutilizzata, a presidiare la sicurezza dell’evento c’era un esercito di vigili del fuoco. E sono proprio i vigili del fuoco, con la loro severissima relazione, ad aver fatto naufragare nel 2011 il tentativo di affidare la struttura in gestione alla Fondazione Meta.

L’unica possibilità di ridare vita al Palazzo dei congressi è di ridare slancio a quel vecchio progetto del turismo congressuale. Il Comune e la Regione ci stano ragionando sopra, ma di sicuro servirà l’aiuto dei privati. Provare a rimettere a norma quell’edificio apparentemente in ottime condizioni – al quale sembrerebbe mancare giusto una pulitina superficiale – costerà almeno un milione di euro. La stessa cifra, grosso modo, che servirebbe ogni anno per la sua gestione.

Una riflessione che si intreccia a filo doppio con il tema dei temi, lo sviluppo di Maria Pia, la sua edificazione in chiave ricettiva. È la partita su cui si sono giocate le ultime due tornate elettorali ad Alghero, è il nodo che condiziona l’approvazione del Puc, una delle questioni su cui lo scontro tra maggioranza e opposizione in via Columbano si fa più aspro.

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