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Ranger, lo sciopero è confermato

Ranger, lo sciopero è confermato

Fendres-Safor: «No al silenzio della Regione sulla riforma del Corpo forestale»

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CAGLIARI. Cosa accadrà al Corpo forestale della Regione il prossimo anno? Sulla terra ferma i loro colleghi lo sanno da tempo: entreranno a far parte dell’Arma dei carabinieri, come previsto dalla riforma del governo Renzi. I ranger sardi invece «brancolano nel buio», è la denuncia del sindacato Fendres-Safor. Colpa dell’assessore all’Ambiente Donatella Spano, ha ribadito Ignazio Masala, segretario degli autonomi. «Da novembre a oggi – sono state le sue parole – la Regione non ha ancora deciso e il gruppo di lavoro che doveva decidere come dovrebbe cambiare il nostro ruolo, è riuscito solo a produrre un misero dossier zeppo di dubbi, slegato dalla realtà e senza prendere neanche in considerazione la riforma». Decisi a mettere fretta alla Regione, gli autonomi hanno confermato che il 21 agosto sciopereranno seppure «con dispiacere visto che siamo in piena campagna antincendi». Però «è in gioco il futuro di 1350 persone – ha proseguito Masala – e non possiamo più aspettare la solita lentezza della Regione. Soprattutto perché c’è il rischio di un demansionamento collettivo o se va bene ci sarà una confusa sovrapposizione nelle funzioni». Per le Regioni speciali, la riforma prevede «un accordo con lo Stato, ma «finora – è la denuncia – non c’è neanche uno straccio d’idea». Per gli autonomi, che sostengono «siamo il secondo sindacato nel Corpo per numero d’iscritti», non «è più possibile l’incertezza». E aggiungono: «Dovremmo essere un corpo di polizia con funzioni tecniche, mentre continuiamo a essere considerati dei tecnici con funzioni residuali di polizia». Però c’è una spaccatura fra le sigle sindacali. In una lettera le altre organizzazioni replicano: «C’è chi, come la Fendres, sceglie linee estremiste e vuole lo sfascio». Sempre per quanto riguarda la campagna antincendi, il comandante del Copro forestale, Gavino Diana, e Graziano Nudda, direttore della Protezione civile, sono intervenuti nella polemica sulla convenzione fra la Regione e i vigili del fuoco. «Non è vero – hanno scritto in una lettera – che la Sardegna non abbia sufficiente personale per spegnere i roghi. Il nostro personale è adeguato ed è la Regione ad avere la responsabilità del coordinamento di tutti gli interventi. Le nostre squadre operano sul fronte degli incendi boschivi, mentre i vigili intervengono per garantire l’incolumità delle persone e degli insediamenti. Poi è proprio grazie alla convenzione che, in questo periodo, i vigili operano in regime di straordinario, mentre al personale della Regione le ore in più non sono riconosciute».

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