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Quirinale, Mattarella ricorda Grazia Deledda: «Donna anticonformista»

Grazia Deledda
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Grazia Deledda

Le celebrazioni a 80 anni dalla morte e a 90 anni dal Nobel

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ROMA. In questo 2016 ricorrono l'ottantesimo anno dalla morte della scrittrice nuorese Grazia Deledda e il novantesimo anno dal conferimento, a lei, dell'unico Premio Nobel femminile delle lettere italiane. Grazia Deledda fu una donna forte e anticonformista, che non temeva i pregiudizi, autrice di una scrittura personale che affonda le sue radici nella conoscenza della tradizione e della cultura sarda. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarela.

Questo intenso legame tra letteratura e territorio, da cui seppe tuttavia poi affrancarsi- prosegue il Capo dello Stato - attraversa la sua produzione secondo un modello di straordinaria potenza e capacità espressiva, dai toni intimamente lirici e autobiografici con personaggi spesso proiezioni di una vita sognata. Interprete del malessere esistenziale che segnò la fine dell'Ottocento, è stata capace, per l'unicità della sua opera e l'alto valore morale dei suoi scritti, pur provenendo da un'area periferica del Paese, di entrare a pieno titolo a far parte dell'olimpo del panorama letterario mondiale.

Nei suoi romanzi, l'influsso della narrativa verista imprime una svolta decisiva al suo stile, in cui i suoi personaggi, tormentati da profondi conflitti interiori, sono delineati con mano precisa. Le sue opere rappresentano una pietra miliare nella storia della letteratura e la ristampa di molti dei suoi lavori conferma la continua attenzione alla sua opera che contribuisce a diffondere la nostra cultura in Italia e all'estero, rappresentando un modello di indubbia valenza per le nuove generazioni, conclude.

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