Doa in carcere a Lanusei: a giorni l’interrogatorio
Dall’ospedale alla cella l’83enne che ha ucciso Andrea e Roberto Caddori Gli inquirenti al lavoro per ricostruire la dinamica: ancora versioni discordanti
ARZANA. Peppuccio Doa è in carcere a Lanusei. Dopo alcuni giorni trascorsi nel reparto Cardiologia dell’ospedale ogliastrino, l’anziano assassino dei fratelli Andrea, 43 anni, e Roberto Caddori, 46 anni, nipoti del marito della vecchia sorella vedova e malata, è stato dimesso e immediatamente trasferito nel carcere di San Daniele. A disposizione del magistrato che nei prossimi giorni dovrebbe interrogarlo. Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Biagio Mazzeo, e il giudice per le indagini preliminari, Paola Murru, erano già andati in ospedale per la convalida del fermo, ma il pensionato di Arzana, difeso dall'avvocato Pierluigi Concas, non aveva potuto rispondere alle domande dei magistrati poiché le sue condizioni fisiche erano ancora molto precarie a causa di un principio d’infarto. Ma al termine della brevissima udienza in ospedale, il pm aveva chiesto al gip la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Dove si trova dalla mattina di Ferragosto, ma l’avvocato difensore avrebbe già preparato la richiesta per l’attenuazione delle misure cautelari. Peppuccio Doa, oltre ad avere seri problemi di salute, ha anche 83 anni: due elementi che potrebbero convincere il gip a disporne gli arresti domiciliari. Anche se non è da sottovalutare la pericolosità del pensionato e la possibile reiterazione del reato visto che il movente, se è veramente quello emerso finora: un’eredità contesa, potrebbe essere motivo per la conferma della custodia cautelare in carcere.
Intanto, gli agenti del commissariato e i carabinieri di Lanusei stanno cercando di ricostruire la dinamica della tragedia. Tutte le versioni ascoltate finora dagli inquirenti sarebbero contrastanti tra loro, almeno per quanto riguarda la parte finale dell’omicidio. Mentre non ci sarebbero più dubbi sul fatto che Peppuccio Doa era arrivato in casa della sorella armato e aveva anche esploso tre colpi di pistola in aria al culmine dell’ennesimo litigio. Sembra che dopo questi spari, il vecchio fosse stato disarmato dalla sorella di Andrea Caddori, arrivata a casa della zia pochi istanti dopo l’irruzione del pensionato nell’abitazione. Poi la donna avrebbe chiesto l’intervento dei fratelli per aiutarla a riportare la situazione alla normalità. Ma appena Andrea e Roberto Caddori avevano messo piede nella casa dell’anziana parente, Peppuccio Doa aveva nuovamente dato in escandescenze e, dopo aver ripreso la pistola, aveva esploso altri quattro colpi in direzione dei due fratelli. Centrandoli al torace e al collo e uccidendoli.
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