Piras: «Contrario al progetto della Marina»
Il deputato di Si contro l’idea di ospitare grandi navi da guerra nell’isola di Santo Stefano
SASSARI. I dubbi sul progetto della Marina di allungare il molo della base di Santo Stefano non si fermano. Il progetto, che in realtà era già previsto e finanziato con i soldi del G8, viene criticato anche dal deputato di Sinistra italiana Michele Piras. «Alla Maddalena e alla Sardegna servirebbe un importante investimento nella conversione ecologica e civile dell'economia. Di certo non servono le navi da guerra, né l'ulteriore espansione delle servitù militari esistenti – spiega Piras –. Dopo decenni di asservimento agli interessi della Difesa, i progetti della Marina Militare rappresentano un'onta insopportabile». Piras si schiera contro il progetto. «I lavori non solo impatterebbero ulteriormente sull'ambiente - nel pieno di un parco nazionale e di un'area marina protetta - ma produrrebbero la consegna sine die del paesaggio a gigantesche navi da guerra di 240 metri di lunghezza e 37 di altezza». Il parlamentare di Sinistra italiana chiede un futuro diverso per La Maddalena legato al turismo. «Tutto ciò si ipotizza in una fase nella quale - da ormai due anni - è aperto il tavolo politico fra Stato e Regione sulla riduzione delle servitù militari, vertenza della quale non si hanno più notizie e che anche i vertici della Marina evidentemente trattano con una disarmante superficialità. Uno schiaffo istituzionale. L’arcipelago della Maddalena è patrimonio collettivo, potenzialmente un'inesauribile fonte di benessere, lavoro, reddito. L'obiettivo unico delle istituzioni e di ogni investimento pubblico dovrebbe perciò essere la valorizzazione e la salvaguardia di questo spettacolo della natura, non la sua definitiva consegna alla Marina».
Ma Piras non è isolato nella sua critica. Il governatore Francesco Pigliaru in un documento ufficiale ha espresso il no della Regione al progetto. «Il governatore ha negato l'autorizzazione al rinnovo della servitù a Santo Stefano, al Governo si chiede da tempo – ha ribadito la Regione – di affrontare, in base al principio di leale collaborazione, i nodi cruciali del rilancio in chiave turistica della Maddalena e non certo di programmare ampliamenti della presenza militare».
Anche il deputato del Pd Gian Piero Scanu ha sollevato dubbi sulla necessità che l’esercito aumenti la sua presenza nell’isola. Da tempo il parlamentare è impegnato nella richiesta di una riduzione delle servitù militari nell’isola. E in questa battaglia ora ha accanto la Regione. Il 70 per cento delle servitù militari è ospitato nell’isola. Una situazione che anche secondo Scanu deve essere riconsiderata. Il presidente della commissione di inchiesta sull’uranio impoverito ha proposto da tempo una riduzione delle servitù. Con la chiusura dei poligoni di Teulada e Capo Frasca e con la riconversione di quello di Quirra.
Per ora la proposta è sul tavolo di una trattativa che la Regione porta avanti con il governo.
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