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Sagama “affacciata” sull’inferno

 Sagama “affacciata” sull’inferno

Chiusa la strada statale che collega il centro a Sindia. Ansia tra i residenti

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SAGAMA. È divampato nel primo pomeriggio nel territorio di Sagama, ai confini con Sindia, il vasto incendio che ieri pomeriggio ha sconvolto un’area che si estende dalla Planargia al Montiferru, ma non è l’unico punto di innesco dove hanno agito i piromani. In pochi attimi il vento ha fatto la sua parte creando uno scenario da Apocalisse. A Sagama, con i Canadair che passavano a volo radente sul paese per poi scaricare enormi volumi d’acqua sul fuoco poco distante, sembrava di vivere in una situazione di guerra. Le fiamme si sono avvicinate pericolosamente all’abitato del piccolo centro che conta meno di 200 abitanti e la gente si è riversata per strada per assistere, un po per curiosità ma anche e soprattutto con preoccupazione, all’opera di spegnimento, che è andata avanti per l’intero pomeriggio. La strada provinciale 34 che collega Sagama a Sindia è stata chiusa al traffico nel tratto iniziale per motivi di sicurezza. Il transito è stato consentito solo al personale antincendio e ai Forestali.

I mezzi aerei hanno fatto la spola fino a tardi tra il mare poco distante, dove prelevavano l’acqua, è il fronte dell’incendio, che nel frattempo si era allargato verso sud per alcuni chilometri in direzione di Scano Montiferro alimentato dal vento che spirava dai quadranti occidentali, ma che continuava a cambiare direzione rendendo difficile l’opera di spegnimento. Quando dopo i lanci d’acqua fatti da aerei ed elicotteri sembrava che il fuoco in quel punto fosse spento, bastava un rinforzo del vento per alimentare le fiamme che divampavano tra alberi e cespugli e con altissime colonne di fumo nero. Il lavoro del personale a terra andrà avanti anche nella notte per far si che il fuoco venga spento del tutto e per individuare e bonificare i focolai che, come è accaduto il 2 luglio nelle campagne di Dualchi, potrebbero riaccendersi con nuovi roghi.

Non c’è ancora un bilancio dei danni causati dall’incendio, come non è stata ancora stimata l’esatta estensione del’area colpita, che comunque è molto vasta. Diverse aziende di allevamento situate nell’area percorsa dal fuoco erano state preventivamente state evacuate per evitare che gli animali venissero uccisi dalle fiamme.

Non mancano comunque i danni. Nei pascoli percorsi dall’incendio il fieno rimasto è stato ridotto in cenere. Per alimentare il bestiame molti allevatori dovranno attendere l’arrivo delle piogge autunnali che l’erba ricresca dando fondo alle scorte di foraggio. Il fuoco ha distrutto le recinzioni dei terreni e ha danneggiato le strutture di qualche azienda. (t.g.t.)

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