Il vigile: incredibile, nulla è rimasto in piedi
Gavino Fiori fa parte del nucleo cinofili: «Sono stato anche all’Aquila, ma qua è molto peggio»
NUORO. Gavino Fiori aveva già provato un’esperienza durissima: sette anni fa a L’Aquila. «Era stato tremendo, morte e distruzione anche allora ma non c’è paragone con quello che sto vedendo e affrontando qui ad Amatrice». Vigile del fuoco, 44 anni, di Sassari ma da oltre 15 anni residente a Uta visto che è componente del Nucleo cinofilo Sardegna con base a Cagliari con il suo fido, bellissimo border collie Artù. È arrivato nel Lazio all’indomani del terremoto insieme ai colleghi della squadra Andrea Cuboni e Franco Muzzolu guidati dal caposquadra Claudio Riola.
«Mai visto nulla di simile – ha raccontato Gavino Fiori, sassarese del popolare quartiere Monte Rosello di cui rivendica con orgoglio le origini –. È brutto dirlo, ma al confronto L’Aquila era stata una passeggiata. Qui non è rimasto in piedi niente. Erano case antiche costruite con pietre e fango e si sono sbriciolate. Stiamo camminando da giorni sulle macerie di quella che era una bella cittadina – ha sottolineato con amarezza Gavino Fiori, che è riuscito a rispondere al telefono in un attimo di pausa, mentre lui e il suo Artù si dissetano dopo aver mangiato polvere per tutta la giornata –. Finora non abbiamo trovato nessuno ancora in vita».
Lui e i colleghi della squadra cinofili sarda cominciano il loro lavoro all’alba, fanno una breve pausa per il pranzo e poi riprendono fino al calare delle tenebre, ma fanno anche i turni di notte perché c’è ancora la speranza di trovare qualcuno vivo sotto quel cumulo immenso di detriti che fino a pochi giorni fa era un’antica cittadina di villeggiatura.
«Operiamo in condizioni davvero al limite – ha aggiunto il vigile del fuoco sassarese –. Il pericolo è in ogni passo che facciamo. Quando ieri c’è stata quella scossa fortissima eravamo impegnati in un recupero di corpi. Intorno a noi è crollato quel poco che era rimasto in piedi e un operatore del Soccorso alpino è rimasto incastrato sotto le macerie. Ha rischiato la vita, siamo riusciti a tirarlo fuori con grande difficoltà».
«È un esperienza terribile, una tragedia allucinante – ha ribadito Andrea Cuboni, 49 anni, di Lanusei, coordinatore e istruttore del Nucleo cinofili del vigili del fuoco –. Da giorni stiamo perlustrando Amatrice palmo a palmo, i nostri cani sono sempre in allerta ma purtroppo finora abbiamo trovato solo morti – ha aggiunto il vigile del fuoco ogliastrino arrivato ad Amatrice con il suo fido KinKi, uno splendico Australian Kelpie di 4 anni –. Spaventoso. Un’esperienza che ti segna per tutta la vita. E mi hanno impressionato moltissimo i racconti di chi è riuscito a salvarsi da questo disastro: nessuno di loro potrà mai dimenticare, vivrà per sempre in un incubo. E posso capirlo dopo quel che ho visto – ha concluso Andrea Cuboni – e quello che ho provato quando ci sono state quelle due scosse potentissime in questi giorni».
A coordinare il lavoro del Nucleo cinofili della Sardegna è Claudio Riola, di Iglesias, che opera con il suo fido border collie Yuma, fratello pieno di Artù, il cane di Gavino Fiori.
E con loro c’è Franco Muzzolu, 50 anni, di Sassari, non ancora effettivo a causa delle solite pastoie burocratiche ma a tutti gli effetti vigili del fuoco cinofilo che in questi qgiorni drammatici si sta muovendo tra le macerie con la sua Asia, un splendido esemplare di Labrador color miele. Instancabile. Come questi uomini eccezionali che fanno onore alla Sardegna. (plp)
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