La Nuova Sardegna

I pastori: ospitiamo anziani e bambini

Fortunato Ladu e altri allevatori sono pronti a offrire un rifugio durante la ricostruzione

2 MINUTI DI LETTURA





PABILLONIS. «Che senso ha lasciare che gli anziani e bambini subiscano i disagi della ricostruzione? Sarei felice di accoglierli nella mia azienda per per un po’». Fortunato Ladu, allevatore e ex anima del Movimento dei pastori ha lanciato la sua idea poche ore dopo il sisma che ha sconvolto il centro Italia.

Un’idea semplice che vorrebbe restituire il favore ottenuto dopo il passaggio di Cleopatra, il ciclone che nel 2013 aveva devastato l’isola e stroncato la vita di diciannove persone: «In quel caso era stata la Sardegna ad avere bisogno di aiuto, che arrivò da tutta Italia. Adesso abbiamo l’occasione per restituire il favore e possiamo farlo anche in questo modo. Abbiamo l’ambiente giusto e gli spazi ideali per ospitare chi vuole cambiare aria».

L’idea di Fortunato Ladu è quella di organizzare l’accoglienza per chi, per limiti di età o acciacchi, non sarebbe in grado di collaborare alla ricostruzione e, anzi, ne subirebbe le difficoltà: «Potrebbe non essere molto elegante ma è così, – spiega l’allevatore – parliamoci chiaro, perché lasciare che gli anziani, o i bambini, vivano l’emergenza fino in fondo? La verità è che quando si entra in contatto con queste emergenze si può anche reagire male. Le situazioni di disagio possono cambiare l’umore delle persone».

Dunque, porte aperte per i le famiglie che non hanno la possibilità di ritornare a casa per colpa del terremoto.

La casa di Fortunato Ladu è aperta e pronta a ospitare la prima coppia: «Mi piacerebbe dare una mano e sono pronto a farlo: sono convinto che una coppia di anziani si troverebbe bene dalla mie parti e potrebbe staccare la spina dopo aver vissuto per qualche giorno, che è già troppo, nell’orrore. E sono convinto che ne trarrei giovamento anche io, gli anziani hanno tanto da insegnare e spesso sono in grado di dare una bella mano d’aiuto, soprattutto nella gestione delle aziende agricole e degli allevamenti come il mio».

Lo stesso discorso vale per i bambini, perlomeno in linea teorica: «Ripeto, la mia è solo un’idea che può essere discussa e migliorata. Io mi sono già mosso e ho trovato la collaborazione di alcuni amici di Desulo, il mio paese, che sarebbero disposti a ospitare i terremotati perché la Sardegna deve aiutare chi ha bisogno», conclude l’allevatore che è pronto a dare una mano d’aiuto a chiunque manifesti l’intenzione di abbandonare la sua terra almeno per qualche tempo. Nel caso, il posto ci sarebbe. A Pabillonis, ma anche a Desulo, e magari nel resto di un’isola che è non ha dimenticato il terrore dell’alluvione e che non vede l’ora di ricambiare i tanti favori ricevuti tre anni fa. (c.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative