Ad Alghero un clima ottimale

Raccolta biologica per Sella&Mosca, sperimentazione a Santa Maria La Palma

ALGHERO. Per l'area nord occidentale della Sardegna quello della vendemmia è il traguardo di un anno di lavoro nei campi. A dare una mano a questo momento importante per la produzione, contribuisce un clima che gli esperti definiscono “ottimale”.

L'attenzione è quindi altissima anche perché da queste parti ci sono due realtà tra le più accreditate della Sardegna. A cominciare dalla Sella & Mosca. L'azienda vitivinicola privata più grande d'Europa, ha iniziato il taglio delle uve per lo spumante e del novello Rubicante.

Per la realtà ormai confluita nell'universo della multinazionale Campari, il 2016 sarà un anno a livello sperimentale di straordinario rilievo: nei 520 ettari di vigne disponibili si terrà infatti la prima vendemmia interamente biologica. «Trattamenti “zero” – evidenzia Antonio Posadinu, direttore commerciale della Sella & Mosca – oggi il mercato chiede la qualità e un’azienda come la nostra non può sottrarsi, anche per ragioni commerciali, a tale richiesta». Le previsioni di raccolta riferiscono di un 5/10 per cento di aumento del prodotto rispetto al 2015. Ora si procede con i bianchi mentre l'appuntamento con i rossi è per la prima decade di ottobre.

Da ieri è cominciata anche la vendemmia nella cantina di Santa Maria La Palma, presieduta da Mario Peretto. Un evento che proprio per la conformazione aziendale della coop costituisce un momento particolare. I soci conferitori della cantina sono poco meno di 300, quindi 300 famiglie che per oltre un mese vivranno la fatica, ma anche l’ orgoglio e la soddisfazione grazie agli ottimi risultati economici e di commercializzazione. Negli ultimi anni si è affacciata sul mercato internazionale con successo, ottenendo riconoscimenti prestigiosi e soprattutto commesse per forniture importanti. Inoltre il consiglio d’amministrazione si è distinto nell'innovazione: ha riqualificato la sede commerciale e ha dato vita all’operazione sperimentale dello spumante Akenta, messo maturare a 30 metri di profondità, nella riserva marina di Capo Caccia.

Una operazione che si è rivelata, oltre ai contenuti sperimentali, una indovinatissima iniziativa di marketing.

L'azienda ha un bilancio di circa 12 milioni di euro annui, 9 dei quali ritornano ai soci per il prodotto conferito, rappresentando un riferimento economico per tante famiglie della Nurra algherese.(g.o.)

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