La Nuova Sardegna

Asl unica, parla Francesco Zavattaro: «Sono pronto alla sfida»

Silvia Sanna
Francesco Zavattaro
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Francesco Zavattaro

Il candidato indicato da Pigliaru e Arru attende la decisione tra le polemiche «Sarà l’azienda più grande d’Italia, per guidarla serve la collaborazione di tutti»

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SASSARI. Alla tempesta che si è scatenata intorno al suo nome risponde con pacatezza e con la forza dei numeri. Francesco Zavattaro, l’uomo che ha rischiato di fare cadere la giunta Pigliaru, nel suo ufficio di Milano aspetta il finale della storia. La sua valigia non è pronta ma con il pensiero è da giorni in Sardegna. Da quando l’attuale direttore amministrativo dell’Areu (Azienda regionale emergenze urgenze) della Lombardia è volato a Cagliari per ascoltare la proposta del governatore Pigliaru e dell’assessore alla Sanità Arru: ricoprire l’incarico di super manager della Asl unica, la mega azienda regionale nata dalla fusione delle otto aziende territoriali.

«Una sfida difficile – dice – ma estremamente intrigante. Quello che sta accadendo nell’isola è un fatto unico in Italia: sarà la prima Asl unica a ricoprire un territorio così vasto, così articolato e caratterizzato da localismi e differenze culturali». Francesco Zavattaro non sa ancora se quel ruolo sarà suo. Ma si dice pronto a ricoprirlo. Dipenderà da quello che accadrà domani (lunedì 5 settembre 2016), quando è in programma un nuovo vertice della giunta Pigliaru, che sulla nomina dei nuovi manager e direttori è implosa la scorsa settimana.

Il candidato Zavattaro, scelto da una rosa iniziale di 105 candidati poi ristretta a 10 nomi, non ha suscitato entusiasmo. Per due ragioni, ufficialmente: è considerato vicino al centrodestra, perché in Abruzzo sotto la giunta Chiodi ha guidato la fusione delle Asl di Lanciano, Chieti e Vasto. E perché la Corte dei Conti avrebbe rilevato anomalie nel suo operato. Lui ribatte così: «Non ho tessere di alcun colore, ho lavorato con il centrodestra e con il centrosinistra. Anzi, la mia unica esperienza politica l’ho avuto a 20 anni a Radio Lombardia, che era di area socialista e chiaramente di sinistra». Sulle indagini: «In Abruzzo l’ispettore del Ministero ha rilevato una serie di incongruenze come le proroghe dei contratti. Si è trattato di una eredità delle precedenti gestioni, normale quando c’è una fusione. Accadrà anche qui in Sardegna: ogni Asl ha contratti differenti, bisognerà aspettare le scadenze di tutti prima di predisporre un bando unico. Nel frattempo è obbligatorio autorizzare le proroghe». Zavattaro aggiunge che l’indagine si era chiusa con la presentazione delle controdeduzioni e poi sottolinea il risultato finale: «In tre anni il debito è stato azzerato, Chieti perdeva 50 milioni di euro all’anno. Anche quella sembrava una sfida impossibile. Un po’ come in Sardegna. Ed è stata vinta».

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