La Nuova Sardegna

Biglietti più costosi per gli universitari che viaggiano in bus

di Claudio Zoccheddu

Le nuove tariffe penalizzano gli studenti fuori sede Cancellato il carnet da 52 corse, era il più conveniente

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SASSARI. Più semplice. Forse. Più comprensibile. Probabile. Più caro. Sì, ma non per tutti.

Il nuovo sistema tariffario del trasposto pubblico varato dalla giunta regionale, e in vigore dal primo settembre, è stato presentato come un progetto rivoluzionario in grado di semplificare l’acquisto dei biglietti, e di agevolare gli utenti con la nascita del biglietto unico, valido per autobus urbani extraurbani, treni e metropolitane di superficie. Una piccola rivoluzione che, però, sembra aver dimenticato per strada un’intera categoria di utenti: gli studenti universitari. Nella rimodulazione di biglietti e tariffe è scomparso il carnet da 52 corse che si pagava in base al valore del modello Isee. Dal primo giorno di settembre gli universitari, o comunque tutti gli utenti che utilizzano i mezzi pubblici solo durante il finesettimana, sono costretti a rinunciare a un titolo di viaggio particolarmente conveniente: «52 corse costavano 140.50 euro, con uno sconto del 55 per cento – spiega Daniela Foddai, studentessa universitaria che ogni fine settimana viaggia da Sassari a Macomer – queste corse non avevano limite di tempo, potevano dunque essere usate durante tutto l'anno. Era una condizione vantaggiosa per gli studenti universitari che, appunto, utilizzano i mezzi di trasporto in gran parte per ritornare a casa il fine settimana e che sono costretti sborsare già molti soldi per seguire i percorsi di formazione universitaria. Ci sono le tasse, i libri, gli affitti, i pasti». E i viaggi. L’abbonamento preferito da tutti gli universitari, più comodo e decisamente economico, non esiste più perché è stato sostituito da quello dedicato agli “studenti under 35”: «Questi abbonamenti vengono a costare, per la tratta Macomer-Sassari, 131 euro al mese e devono essere rinnovati ogni mese. In un anno di studio il conto totale ammonterebbe a poco più di 1300 euro». Una mazzata tra capo e collo di chi, con il vecchio abbonamento da 52 corse riusciva a viaggiare per sei o sette mesi, a seconda della frequenza dei rientri a casa: «La differenza economica è notevole - dice ancora Daniela Foddai – e per gli universitari, o per chi paga le loro spese, sarà un aumento difficile da sostenere».

Considerato che l’opzione di acquistare un abbonamento mensile di 30 o 31 corse non può nemmeno essere presa in considerazione da chi ne utilizzerebbe appena un terzo, l’unica alternativa è il biglietto singolo, quello di sola andata: «Esatto e credo che sia questo il sistema che utilizzeranno tutti gli studenti universitari per evitare di buttare i soldi con un carnet mensile che scade alle fine del mese. In ogni caso, l’aumento rimane comunque un problema – conclude la studentessa di Macomer – e secondo un calcolo sommario dovrei spendere comunque molto di più».

In realtà ci sarebbe un’ulteriore alternativa: il treno. Peccato che per percorrere sulla strada ferrata i 69 chilometri che separano Macomer da Sassari siano necessarie anche due ore di viaggio.

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