Terremoto, l’addio al 22enne nuorese e ai suoi sogni “strappati”
A Rieti i funerali di Filippo Sanna: musiche dei Pink Floyd e sulla bara la bandiera dei quattro mori. Il giovane aveva già acquistato i biglietti per trascorrere le vacanze in Barbagia
NUORO. La bandiera dei Quattro mori sulla bara; la musica dei Pink Floyd come sottofondo musicale. Due grandi passioni, la Sardegna e la band britannica, per accompagnare Filippo Sanna nel suo ultimo viaggio mentre la folla (moltissimi i giovani) si è stretta attorno ai familiari del giovane di origini nuoresi morto in seguito alle gravi ferite riportate nel terremoto ad Amatrice.
A celebrare il rito funebre, ieri mattina a mezzogiorno nella chiesa parrocchiale Regina Pacis di Rieti, il parroco del capoluogo laziale e il parroco di Amatrice, il paese fantasma dove anche il cimitero è ora inagibile.
Amatrice: il paese dove Filippo, 22 anni, studente universitario, viveva sereno e sorridente con il padre, Mario, 55 anni, nuorese, rappresentante di commercio, la madre Stefania Ciriello, medico di famiglia, e i fratelli Riccardo e Irene, anche lei era rimasta sotto le macerie lasciate dal terremoto del 24 agosto scorso. Irene è riuscita a sopravvivere, i soccorsi sono stati provvidenziali; Filippo, rimasto sepolto per cinque ore, è morto dopo una settimana di agonia nell’ospedale di Pescara, dove era stato ricoverato in Rianimazione nel tentativo disperato di dargli una seconda vita. Iscritto all’Università dell’Aquila, frequentava il corso di laurea in Ingegneria industriale.
Si era organizzato il calendario degli esami in modo tale da poter passare parte dell’estate ad Amatrice e un po’ di vacanze in Sardegna. Il prossimo 17 settembre, infatti, sarebbe arrivato a Nuoro con i suoi, i biglietti erano già pronti, per una settimana di relax nella sua Nugoro amada.
L’altro ieri, invece, sono stati gli zii e un cugino barbaricini a partire verso Rieti per poi accompagnare recitando per lui il Requiem aeternam. Preghiere volate in cielo anche dai fedeli del Redentore dell’Ortobene, mentre la comunità intera dei nuoresi e dei sardi tutti già si mobilita per una raccolta di fondi a favore di questa famiglia distrutta dallo straziante dolore per la perdita di un figlio e dalle scosse telluriche che hanno cancellato la casa e ogni altro bene materiale dei Sanna-Ciriello. Una famiglia che a Rieti ha trovato una seconda famiglia, con una donna straordinaria, la signora Vilma, che li ha generosamente accolti nella propria abitazione.
Ora, tuttavia, arriva già il momento di affrontare la dura e cruda realtà. Usciti dalla bolla del supplizio estremo di questi giorni, Mario Sanna e la moglie, e con loro Riccardo e Irene, dovranno pur ricominciare, se non altro proprio in nome di Filippo. Dovranno pur decidere se tornare ad Amatrice o ripartire da Rieti. Avranno comunque bisogno di un grosso aiuto concreto.
«Le scrivo, signor sindaco, perché il desiderio che voglio esprimerle è che la terra da dove proviene non dimentichi Filippo – si legge in una lettera inviata ieri sera al primo cittadino di Nuoro Andrea Soddu –, una terra a volte materialmente avara con i propri figli, ma capace di donare loro un grande cuore e un’incomparabile fierezza, perché ogni figlio di Sardegna sa di esserlo, non importa se di prima o seconda generazione, è qualcosa di inconsapevole che viene trasmesso di padre in figlio e anche Filippo lo ha dimostrato combattendo la sua battaglia fino in fondo. Un piccolo ma significativo gesto, signor sindaco, come una targa in una scuola, il nome di un’aula o di una sala di biblioteca onorerebbe e continuerebbe a tener viva la memoria di Filippo».
A firmare la mail è un rietino che ha messo a disposizione dello sfortunato studente universitario la propria tomba di famiglia, dove «Filippo potrà riposare per tutto il tempo che vorrà».
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