Asl unica, si riparte dai 105 ma già si pensa al rimpasto
Nel vertice tra giunta e partiti si decide di ritornare all’analisi di tutti i curriculum Ma le delegazioni chiedono che si fissino programmi e nomi dei prossimi 30 mesi
CAGLIARI. Un rammendo perfetto. All’apparenza. Ma la tregua sulle nomine dei supermanager dell’Asl segna in realtà uno strappo nella maggioranza. La certificazione di uno squarcio sulla chiglia della giunta Pigliaru. E la certificazione che si discute di rimpasto.
Palla in tribuna. Come nella migliore delle tradizioni si evita lo scontro sul nome del signore della Asl unica. Francesco Zavattaro, il candidato di Pigliaru e dell’assessore Luigi Arru, per ora finisce in naftalina. E forse è tramontato per sempre. La maggioranza decide di non farsi male. Si ripartirà dai 105 curriculum nelle mani della Regione.
La carica dei 105. E da quel punto rinizia il percorso per scegliere il manager. Nessuna scrematura preventiva degli uffici, nessun candidato preconfezionato da presentare alla giunta. Ma la pace è lontanissima.
Rimpasto. Pigliaru ha iniziato il vertice con le delegazioni dei partiti di maggioranza con parole distensive. Nessuna imposizione, nessun fortino da difendere. Massima apertura al dialogo. Si riparte dai 105. Ma la pratica è stata archiviata alla velocità della luce. Le delegazioni hanno parlato dell’unica cosa a cui puntano ora. Il rimpasto. Lo hanno fatto con la solita etichetta. Senza mai pronunciare la parola proibita. Ma il concetto è chiarissimo. Tutti aspettano il gran valzer delle poltrone in giunta. E anche nei posti di sottogoverno.
Il Pd. I Dem si sono presentati in tre. Uno per ogni anima di questa creatura schizofrenica. Silvio Lai, area Fadda-Cabras, Pietro Cocco, soriani, e Gavino Manca, minoranza renziana. E con molta probabilità l’accelerazione del caos in maggioranza ha convinto il Pd che si potrà andare al rimpasto anche con il partito diviso da una lotta tra correnti. Ognuna cercherà di portare qualche cosa a casa. Un primo confronto sarà con la nomina dei nuovi vertici della Sfirs, entro metà settembre.
Asl. Ma al centro del dibattito resta ancora l’Asl. Che continua a dividere la maggioranza. Pietro Cocco ha ribadito che è indispensabile nominare manager della Asl che non sia sardo. In pratica uno schiaffo al Partito dei sardi che ha messo come pregiudiziale che la guida della Azienda Unica venga scelta tra i curriculum di chi è nato nell’isola. Il leader del Centro Democratico Roberto Capelli su Facebook tira badilate sulla giunta. «Questa giunta, questa politica, non soddisfa nel metodo e nel merito delle azioni portate avanti in questi due anni e mezzo le aspettative che la coalizione di centro sinistra si era posta: competenza, trasparenza, efficacia, determinazione, autorevolezza, rilancio della buona politica, dare un senso all'autonomia non solo statutaria ma anche politica rispetto a Roma che ha ben altri interessi e priorità delle nostre. Tutto questo è stato disatteso e reso ancor più evidente nella procedura di scelta del dg della Asl unica... Nelle prossime ore, nei prossimi giorni, abbiamo l'occasione per correggere e rilanciare un'efficace azione di governo che porti risultati tangibili nelle famiglie sarde». Anche nell’Upc si chiede di allargare il campo del dibattito. «Si riparte dai 105 curriculum – dice il capo delegazione Upc Giorgio Fresu – per verificare le competenze. Ce ne sono tante, e c’è un’ampia convergenza sugli argomenti. Ma si è parlato anche di temi più generali su cui ci confronteremo nelle prossime settimane».
I dubbi dell’assessore. Ma non sono solo i partiti a contestare i criteri. Anche l’assessore Paolo Maninchedda non condivide i criteri seguiti dagli uffici della Regione. Lo fa con una lettera inviata agli altri assessori. Secondo Maninchedda le norme non prevedevano procedure comparative nella scelta dei candidati. Né era previsto che la giunta si esprimesse su una rosa ristretta scelta prima dall’assessore. La commissione doveva limitarsi a tracciare il profilo del candidato.
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