Il rimpasto in stallo per le incertezze nel Pd
Manca ancora una svolta sul segretario e su una linea condivisa nel partito Il 19 settembre una nuova assemblea dei Dem, ma prevale ancora l’incertezza
CAGLIARI. C’è un filo rosso che unisce il destino della giunta a quello del Pd. Il caos delle nomine Asl è diventato il casus belli. La bolla che ha fatto esplodere malumori e appetiti in maggioranza. I partiti della coalizione chiedono non solo un diverso approccio sui nomi dei nuovi manager, ma anche una rivisitazione di programma ed esecutivo di governo.
Il presidente Francesco Pigliaru ha rilanciato. Ne ha fatto una questione più di contenuti che di nomi.
Ma lo stallo nel Pd sembra mettere un freno. I Dem potrebbero presentarsi al tavolo della coalizione con tre rappresentanti, come le anime in cui è diviso il partito: area Cabras-Fadda, soriani e minoranza. Ma si lavora per una via di uscita. Il 19 c’è un’assemblea regionale in cui il partito dovrà capire se ci sono i presupposti per nominare un segretario di transizione. Sul tavolo la candidatura di Giuseppe Frau, il 40enne che prova a rompere gli schemi con una operazione dal basso slegata dalle correnti. C’è anche il nome di Piero Comandini. La sua candidatura è sostenuta da una parte del partito, ma non sembra avere il gradimento dell’area Fadda-Cabras. Su tutto regna una ulteriore incertezza. Non si sa quanto il segretario traghettatore dovrà durare. Se il congresso regionale si svolgerà prima del referendum la soluzione per un uomo di transizione si dovrebbe trovare in tempi brevissimi. Ma se, come sembra, non ci sono certezze sulle date anche l’accordo sul segretario potrebbe diventare complicatissimo.
La candidatura di Comandini potrebbe rivelarsi fragilissima. Ancora di più se lo scontro tra l’area Soru e quella Fadda-Cabras resterà così accesa. Dalla privatizzazione della Sogeaal, alle strategie sui low cost, ai criteri di scelta dei manager delle Asl, la spaccatura tra le due anime del partito è sempre più netta. Nello stesso tempo gli equilibri nel Pd si fanno sempre più fragili.
Lo stallo tra i Dem potrebbe avere effetti anche sul rimpasto. A creare ancora maggiori turbolenze nel centrosinistra ci sono anche le rivendicazioni degli altri partiti della coalizione. Sel non nasconde tutte le sue perplessità e chiede con forza un rinnovo dell’azione di governo. Roberto Capelli, leader del Centro democratico, con un post su Facebook ha preso a cannonate la giunta di cui fa parte. Ma anche gli altri alleati hanno fatto capire al governatore che è indispensabile un rimpasto. Anche se di fatto la parola resta tabu e si danza sui termini. Si parla di un rilancio del programma. E di un rimescolamento delle poltrone, chiaramente. (l.roj)
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