Il patto dei due sindaci dopo i giorni del terrore
I primi cittadini di Nule e Orune si sono incontrati a Nuoro in ospedale Prima l’impegno per un consiglio comunale congiunto poi la visita ai ricoverati
NUORO. Una stretta di mano generosa, più eloquente di mille parole, poi una frase che non nasconde un filo di amara ironia. «Si vede che noi e le nostre comunità siamo legati da un destino poco caritatevole» dice il sindaco di Orune, Michele Deserra mentre il suo collega appena arrivato da Nule, Giuseppe Mellino, fa cenno di sì con la testa e si tocca la gamba ancora un po’ dolorante da due notti prima. «Ma abbiamo comunque intenzione di farlo lo stesso, il consiglio comunale congiunto che stavamo organizzando da alcune settimane. E questa vicenda non ci fa certamente cambiare idea», aggiunge Desserra.
Sono passate da poco le 12, i due primi cittadini si ritrovano, dopo essersi dati appuntamento, nell’androne dell’ospedale San Francesco che conduce al reparto di Chirurgia. Vicino a loro, seduto su una panca della sala d’attesa, Paolo Tuffu, l’avvocato che insieme a Pietro Pittalis difende Dino Gattu, si alza in piedi, si avvicina a loro e chiede udienza. «Posso parlare a entrambi un secondo? – chiede con gentilezza – ho ricevuto un preciso mandato dal mio assistito».
I tre si appartano con discrezione per qualche minuto. Il preciso mandato che Gattu ha assegnato ai suoi legali, il mandato che per lui «viene prima di tutto, anche del mio destino giudiziario», è quello di chiedere scusa in modo ufficiale ai sindaci delle due comunità che ritiene di aver danneggiato con il suo comportamento dell’altra sera a Nule. Scusa per i 31 feriti, scusa per essersi messo alla guida ubriaco nonostante sapesse che, visti che i medicinali che assume ogni giorno, dal terzo bicchiere in su sono guai perché a volte perde la sensibilità agli arti. Scusa, insomma, per tutto.
I due sindaci accettano di buon grado le scuse e le parole del legale. Poi, come due buoni amici, cominciano il loro giro tra i vari reparti dell’ospedale dove sono ricoverati i feriti dell’incidente dell’altra sera a Nule perché a tutti vogliono portare un saluto sincero e la vicinanza di entrambe le comunità.
Dei sei feriti che a poche ore dal disastro erano stati ricoverati al San Francesco e smistati nei vari reparti grazie all’intervento dell’equipe guidata dal responsabile per l’Asl del 118, Peppino Paffi, al termine della giornata di ieri ne sarebbero stati dimessi due: uno è lo stesso Dino Gattu, l’altro, invece, è la piccola di undici mesi di Nule ricoverata per un trauma cranico parietale in Pediatria. «Sta bene e la dimettiamo», ha annunciato ieri mattina il primario Antonio Cualbu. E migliorano anche le condizioni dell’altro piccolo paziente di 10 anni di Nule: resterà ancora in Pediatria ma solo per proseguire le cure e per osservarne il decorso.
Un altro paziente dimesso ieri, e ricoverato in Chirurgia, è un giovane nulese di 16 anni che ha riportato diversi traumi al torace. Le cure prestate nel reparto a cura dell’equipe guidata dal chirurgo Gian Pietro Gusai, evidentemente sono state sufficienti per rimetterlo in sesto e consentirgli di tornare a casa.
L’unico paziente per il quale la prognosi resta riservata è la nulese di 31 anni, Carla Manca. Resta ricoverata nel reparto di Rianimazione: è ancora in coma farmacologico. I medici hanno deciso di mantenerla sotto sedativi e diversi farmaci nella speranza che le sue condizioni di salute migliorino e il corpo riesca ad assorbire le conseguenze dei traumi subìti l’altra notte in piazza a Nule. (v.g.)
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