Vertenza Alcoa, Glencore si fa da parte
L’agenzia Invitalia gestirà la cessione dello stabilimento. Gli operai sono rientrati in Sardegna dopo la manifestazione
PORTOVESME. Glencore non ha risposto alla lettera inviata dal ministro Calenda all'amministratore delegato della società sulle condizioni di un’eventuale acquisizione dell'impianto Alcoa di Portovesme. Così Glencore è fuori dalla trattativa e il ministero dello Sviluppo economico ha chiesto all' Alcoa di fermare per 12/18 mesi le operazioni di smantellamento degli impianti per cercare altri imprenditori attraverso Invitalia, l'agenzia nazionale del Mise che ha il compito di attrarre investimenti e dare impulso allo sviluppo dell'impresa puntando sui settori strategici.
Secondo una nota del ministero, Invitalia dovrebbe fare da filtro nella cessione della fabbrica di alluminio primario: da Alcoa a Invitalia, da Invitalia al nuovo investitore. Nel caso in cui non ci fossero soggetti acquirenti, Alcoa potrà cedere lo stabilimento a Invitalia che darà avvio solo alle operazioni di smantellamento. La multinazionale americana analizzerà questa proposta e risponederà con un ipotesi di accordo da siglare entro il 1 novembre. È quanto emerso nella riunione che si è svolta ieri al Mise con i sindacati, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l'assessore all'industria, Maria Grazia Piras.
Un incontro molto atteso in particolare dai lavoratori che ieri sono arrivati nella capitale con un biglietto di sola andata per manifestare davanti alla sede del ministero dove hanno piazzato le tende, pronti a stazionare per giorni qualora l' incontro non avesse dato risposte. Per gestire gli oltre centocinquanta operai sono state allertate le forze dell'ordine che hanno accolto la delegazione già a Civitavecchia, ieri mattina, quando sono sbarcati i pullman. Poi, tutti verso il cnetro di Roma sempre sotto l’occhio attento dei reparti speciali: «Siamo stati accerchiati dalla polizia», hanno detto i lavoratori che, al termine della riunione, sono ripartiti per fare ritorno a casa, «apprezziamo l’impegno del governo che mette in campo il ruolo di Invitalia come garante delle trattative di vendita», ha detto il segretario generale della Cgil, Michele Carrus, precisando che ora si attende, a strettissimo giro di posta , l'assenso di Alcoa alla proposta che, ovviamente, congelerebbe lo smantellamento dello stabilimento già annunciato dalla multinazionale».
Al tavolo ministeriale è stato confermato l'impegno del ministro sul riconoscimento ufficiale delle aree di crisi complessa. Passi in avanti sull dossier Alcoa per il deputato del Pd, Francesco Sanna: «Il governo ci metterà la faccia con ogni potenziale compratore: questo, assieme all'attribuzione per il Sulcis dell'area di crisi complessa, rappresenta un notevolissimo passo in avanti per la vertenza Alcoa».
Secondo il presidente della Regione, il ministro Calenda e il Mise, hanno dato prova di grande capacità nel gestire una situazione difficile: «Il governo ha chiesto la disponibilità a poter far svolgere immediatamente – ha detto Pigliaru – il processo di due diligence e nelle prossime settimane Alcoa risponderà proponendo un'ipotesi di accordo».
Da parte della Cisl c'è molta più prudenza: «Non siamo soddisfatti – ha detto Rino Barca della Fim Cisl del Sulcis – ma riconosciamo che da parte del governo ci sono stati dei passi avanti. Continueremo però a vigilare. Tra due settimane il ministro dello sviluppo economico Calenda verrà in Sardegna e in quell'occasione – ha precisato ancora il sindacalista – avremo direttamente la possibilità di chiarire con lui, e con la Regione, anche la questione degli ammortizzatori sociali per tutti quelli che ne sono sprovvisti fino al riavvio dell'impianto. E su questo vogliamo certezze».
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