Comunicato dei poligrafici
I poligrafici della Finegil Divisione Nuova Sardegna, presenti su invito del Cdr all'assemblea dei giornalisti, e avendo appreso solo in quella circostanza le comunicazioni dei vertici aziendali...
I poligrafici della Finegil Divisione Nuova Sardegna, presenti su invito del Cdr all'assemblea dei giornalisti, e avendo appreso solo in quella circostanza le comunicazioni dei vertici aziendali sulle intenzioni di vendita, o affitto della testata, a seguito della fusione col gruppo editoriale Itedi (La Stampa e Il Secolo XIX), esprimono il loro rammarico per la totale mancanza di informazione in tal senso. Una scorrettezza ancor più palese, visto che da diverso tempo si rincorrevano voci di cessione, puntualmente smentite dall'Azienda, che ora invece si concretizzano, purtroppo, più che veritiere, e di fatto inopportune, considerando quanto La Nuova abbia contribuito per decenni allo sviluppo del Gruppo Editoriale L'Espresso, divenendone uno dei fiori all'occhiello, sempre in attivo, anche nei periodi più cupi per l'editoria. Noi crediamo fermamente di aver sempre cooperato con responsabilità a tutte le soluzioni, per perseguire un risparmio economico tale da poterci garantire un futuro lavorativo solido, sottoscrivendo per diversi anni un contratto di solidarietà che penalizza il nostro salario, ma nel contempo permette all'Azienda di ridurre notevolmente il costo del lavoro, rendendo a nostro parere ancor più incomprensibile una scelta così drastica. Inoltre, rimarchiamo con grande disappunto che, in un frangente tanto delicato, sono venuti meno sia il confronto sindacale che la condivisione di questo progetto, creando così, come non mai, incertezza e apprensione tra i lavoratori circa il mantenimento dei posti di lavoro.
Di conseguenza, nel manifestare con forza assoluta contrarietà riguardo la vendita/affitto del nostro giornale, e in attesa di un tavolo di confronto con l'Azienda, che riteniamo dovrà essere lo stesso che coinvolgerà i colleghi giornalisti, la nostra assemblea ha affidato alla Rsu un pacchetto di sette giorni di sciopero. Nell'immediato, proclamiamo da oggi lo stato di agitazione, per cui ci asterremo da ogni prestazione che oltrepassi l'orario di lavoro definito dagli accordi di solidarietà.
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