L’anno nero del carciofo
Lo “spinoso” soffre la concorrenza dei prodotti esteri e le bizzarrie del clima
SASSARI. Il carciofo spinoso è in crisi. Nonostante la denominazione d'origine protetta (Dop), uno dei prodotti tipici dell'agricoltura sarda è esposto all'attacco dell'ortofrutta che arriva dall'estero, meno cara e quindi economicamente più appetibile rispetto ai prodotti locali, e delle avversità ambientali, che ne hanno fiaccato la costituzione e ridotto le quantità sul mercato.
A ridosso di uno scenario che preoccupa l'economia agricola e le produzioni tipiche della Sardegna è nata SoSpeciality, una campagna di sensibilizzazione promossa da Agrofarma, l’associazione nazionale per le imprese e gli agrofarmaci che fa parte di Federchimica.
La campagna pubblicitaria mira alla valorizzazione e alla tutela delle tipicità ortofrutticole locali, orgoglio di territori e popolazioni, oltre che fonte di reddito.
Il carciofo spinoso è una specialità sarda che rappresenta anche uno degli aspetti più importanti del patrimonio nazionale che contribuisce a collocare l'Italia al vertice della classifica dell'eccellenza alimentare mondiale. L'iniziativa di supporto nasce dopo un’annata, quella del 2016, disastrosa per la produzione del carciofo spinoso. La siccità degli ultimi due anni ha colpito duramente le colture, mettendo in crisi l'intera filiera produttiva che conta 150 aziende che lavorano le coltivazioni su 600 ettari di terra.
In uno scenario drammatico ci sono anche i conti che non tornano: i costi continuano a superare i ricavi. Negli ultimi mesi i coltivatori di Ittiri, Uri e Usini si sono rivolti ai sindaci e alla Regione perché trovassero soluzioni adeguate a proteggere una coltura così preziosa, e rappresentativa, per il territorio sardo. Nell’ipotetico carrello della spesa, sempre più vuoto “ci sono varietà ed eccellenze che sono frutto delle peculiarità di alcuni territori italiani, unici per condizioni geoclimatiche, e dell'ingegno e della dedizione delle persone che da secoli le coltivano con passione. E, infine, grazie ai progressi della scienza e della tecnica che rendono sostenibile la loro produzione. Per un efficace sistema di tutela, dunque, non si può prescindere dal considerare le problematiche più fastidiose per l'agricoltore, che incidono sulla qualità e quantità disponibile della specialità agricola”, scrivono i promotori della campagna SoSpeciality.
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