Il Corpo forestale: «Le priorità sono altre»
Il direttore Gavino Diana elogia le vedette e sottolinea le difficoltà per raggiungere le zone dei roghi
SASSARI. Difficile capire di chi sia la responsabilità di un episodio accaduto almeno 25 anni fa. Il sistema di telerilevamento costato fior di quattrini negli anni ’90 è un figliastro che nessuno ha voglia di riabbracciare.
Non ne vuole sapere la Regione e nemmeno il Corpo forestale che, per bocca del direttore generale Gavino Diana respinge ogni possibile coinvolgimento: «Non è un argomento che conosco, preferiscono non parlarne. La costruzione di quel sistema è avvenuta molto prima della mia nomina e non possono certo affrontare questa questione».
Archiviato l’argomento della paternità, Diana offre una lettura da addetto ai lavori all’argomento sollevato dai Riformatori sardi: «Non siamo certo contrai alla tecnologia – spiega Gavino Diana – ad esempio se fosse possibile utilizzare un satellite sarebbe certamente un aiuto notevole, di quelli impossibili da rifiutare. Ma la questione è un’altra».
Archiviato il sogno di poter monitorare un sistema satellitare, almeno per il momento, il comandante del Corpo forestale della Sardegna articola il suo punto di vista: «Stiamo parlando di 24 chilometri quadrati di territorio, qualcosa come 2 milioni e 400mila ettari, e mi chiedo quanto dovrebbe essere grande un sistema in grado di controllare tutta la Sardegna? Stiamo parlando di una cosa enorme, talmente grande che potrebbe essere difficile anche da immaginare». Anche perché, per quanto riguarda il Corpo forestale, i problemi non arriverebbero dal sistema di segnalazione: «Abbiamo una rete di vedette moderna e diffusa che funziona davvero bene. Diciamo che non abbiamo avuto problemi di avvistamento dei roghi ma li abbiamo trovati quando si è trattato di raggiungere i luoghi interessati dagli incendi. È questo il vero problema». E le colpe, almeno in questo caso, non possono essere del caro figliastro abbandonato neli anni 90. (c.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
