Guadagnare riciclando l’arte
Si chiama “Artforfun(d)” e mette in vendita le giacenze culturali inutilizzate
SASSARI. Si chiama Artforfun(d) ed è il progetto imprenditoriale che ha vinto il bando “Insight 2015” di Sardegna ricerche, il programma di scouting e di formazione dedicato alle migliori idee commerciali.
L’idea di Silvia Murruzzu e Flaminia Masotti – le due co-fondatrici di Artforfun(d) – è semplice ma suggestiva: applicare i valori dell’economia circolare e della seconda mano al mondo della cultura offrendo alla imprese di questo settore, quello culturale appunto, nuove forme di autofinanziamento attraverso la “riattivazione delle giacenza inutilizzate”.
In altre parole, prendendo come spunto la collaborazione di Artforfun(d) con il teatro regio di Torino, le scenografie di spettacoli di successo come La “Regina di Saba”, “Madama buuterfly”, “L’oro del Reno” e “Aida” sono stati recuperati e messi in vendita per solleticare la curiosità degli appassionati del genere che potrebbero assicurarsi veri e proprio pezzi di storia del teatro. Per il momento, in vendita ci sono circa 60 pezzi che hanno un prezzo compreso tra i 50 euro degli oggetti meno significativi ai 4mila di quelli più impegnativi, come i bassorileivi egizi della scenografia dell’Aida. Chi dovesse decidere di acquistare uno di questi prodotti riceverà un omaggio interessante: due biglietti per “La Boheme” che a ottobre inaugurerà la stagione teatrale.
La compravendita di questi oggetti, dunque, crea un circolo virtuoso: le imprese vengono sollevati dai costi di ingombro e guadagnano una quota delle vendite, che potrebbe finanziare altre attività culturali, dando la possibilità agli appassionati di entrare in possesso di oggetti d’autore esclusivi, finora introvabili. I ricavati del primo mercato delle memorabilia teatrale verranno devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google