I bacini sono quasi vuoti, al via lavori per 10 milioni
Emergenza nel Sassarese e in Gallura: non pioveva così poco da 94 anni Scorte al limite nel Bidighinzu, in cantiere nuovi impianti di sollevamento
SASSARI. Mai così giù, almeno non dal 1922. Da 94 anni non pioveva così poco come nel biennio 2014-2016, con la siccità prolungata che ha prosciugato i bacini e fatto precipitare l’isola nell’incubo. Il quadro è molto grave, con situazioni al limite in Gallura, nel Sassarese e Baronia, dove l’approvvigionamento è garantito – con le scorte attuali – ancora per pochissimo. Per questo bisogna correre ai ripari con due tipi di interventi: quelli immediati per affrontare l’emergenza destinata a esplodere entro poche settimane, e quelli strutturali, per risolvere i problemi entro la prossima primavera. Un primo calcolo delle risorse necessarie è stato già fatto: serviranno dagli 8 ai 10 milioni di euro. Il conteggio, insieme a una proposta di calendarizzazione dei lavori, è stato illustrato durante la riunione del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino, presieduto dall’assessore dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda. Per l’occasione, il Comitato è stato integrato dalle strutture tecniche degli assessorati dei Lavori pubblici e dell’Agricoltura, dall’Ente Acque Sardegna e dai rappresentanti di Abbanoa. Presenti anche l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi, collegata in videoconferenza la responsabile dell’Ambiente Donatella Spano.
Bacini a secco. È stato il direttore dell’Autorità di bacino Roberto Silvano a fare la fotografia del presente, attraverso una relazione analitica sulla situazione complessiva del sistema idrico sardo.Le notizie peggiori arrivano dalla Gallura, oggi ma più in generale negli ultimi due anni. Una situazione paradossale nella zona devastata dalle alluvioni. Dai dati risulta che ha piovuto pochissimo, circa il 23 per cento in meno rispetto alla media regionale. Ma soprattutto è emerso che i bacini, in Gallura come in altre zone, non hanno funzionato al massimo della potenzialità. Colpa, è stato detto durante il vertice, di infrastrutture datate e incapaci di fare sistema, favorendo una più equa distribuzione delle risorse attraverso una rete di collegamenti. Penalizzato dai deficit del sistema idrico è anche il Sassarese, dove l’invaso del Bidighinzu è quasi prosciugato.
I primi interventi. La prima certezza è che non si può perdere tempo. La seconda è che nel programmare gli interventi è necessario stabilire un calendario di priorità. L’obiettivo è tamponare subito la grande sete che sta affliggendo il Sassarese e l’intera area servita dal serbatoio sul Posada, che alimenta anche la Gallura. I tecnici di Abbanoa e di Enas hanno presentato i loro progetti, a breve il quadro di interventi sarà proposto alla giunta regionale sulla base di un fabbisogno stimato di circa 8-10 milioni di euro. In cantiere due sistemi di pompaggio a cura dell’Enas, sul Posada e sul Bidighinzu, che possano incrementare il volume d’acqua prelevabile garantendo così autosufficienza per diverse settimane e scongiurando l’incubo di nuovi razionamenti. Affidati all’Ente acque anche gli interventi di miglioramento e potenziamento delle stazioni di pompaggio che consentono di fare affluire al Bidighinzu l’acqua proveniente dai bacini del Coghinas e del Temo. Al via anche il potenziamento delle stazioni di sollevamento per incrementare i prelievi dal serbatoio del Coghinas a Muzzone (Oschiri): si punta a un aumento pari a 800 litri al secondo. Nella prima linea d’intervento è stato inserito anche l’adeguamento dell’impianto di sollevamento di Porto Torres.
La seconda fase. Riattivazione di pozzi, potenziamento degli impianti di potabilizzazione, riutilizzo dei reflui depurati, collegamento tra bacini e invasi. Anche la seconda fase di interventi è delineata. Secondo i piani, dovrebbe prendere il via in tempi abbastanza veloci così da garantire una primavera tranquilla. Tra i progetti più significativi proposti da Abbanoa c’è il ripristino dell’interconnessione dello schema del Bidighinzu, con collegamenti con il sistema Temo-Cuga. Per farlo, dovranno essere rifatti circa 25 chilometri di tubazioni e realizzati alcuni impianti di sollevamento. Un’opera importante che potrebbe fare archiviare definitivamente il problema siccità. (si. sa.)
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