La Nuova Sardegna

Sassari, 179 profughi ammassati nel palazzo-alveare

di Luigi Soriga
Sassari, 179 profughi ammassati nel palazzo-alveare

Proteste in via Planargia, tensione tra gli abitanti del quartiere e i ragazzi parcheggiati nel "centro di accoglienza per migranti"  

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il metronomo della loro nuova esistenza è la noia, che scandisce ogni battito della giornata. Decine di migranti stanno buttati in strada, parcheggiando i loro vent’anni su un muretto, e fissando il nulla che passa. Vengono fuori come formiche inoperose da quella tana fatiscente che è il rudere di via Planargia, ora ribattezzato centro di accoglienza per migranti. Provate a far vivere centinaia di ragazzi come dei pensionati di 80 anni, provate a metterli a mollo nella monotonia 24 ore su 24 e vi renderete conto del cortocircuito esistenziale che si innesca.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.14137419:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2016/09/22/news/migranti-inchiesta-sull-appalto-per-il-centro-di-accoglienza-di-cargeghe-1.14137419]]

Il quartiere del Monte Rosello da settimane è un traliccio ad alta tensione. È un rione popolare, molte famiglie non navigano nell’oro, e dove attecchisce il disagio sociale spesso germoglia anche l’intolleranza. «L’altra volta è passato un signore con un bambino in braccio – racconta un ragazzo eritreo – ho fatto l’occhiolino e il bimbo mi ha sorriso e salutato. E il padre gli ha detto: qui ci vorrebbe il lanciafiamme».

La convivenza sta diventando sempre più difficile, perché anche lo slancio xenofilo di molti residenti è messo a dura prova dagli schiamazzi notturni. E quando non si chiude occhio, si assopisce anche lo spirito solidale. «Stanno buttati per strada sino a tardi, e anche dalle finestre fanno casino. Qui non si dorme più».

Non hanno una tv. Non hanno soldi. Non hanno una dama o un mazzo di carte. Non hanno una sala ricreativa. Hanno un pallone ma non un campetto per giocarci. Sono in 179 in uno stabile che ne dovrebbe contenere 100. Anzi, a dirla tutta non dovrebbe ospitarne neanche uno, perché è un mistero come ancora possa restare in piedi. L’abitabilità sta a questo edificio come la sicurezza marittima sta ai barconi con i quali arrivano.

Eppure un centinaio di extracomunitari abitano in questo inferno da 8 mesi, e da 20 giorni se ne sono aggiunti altrettanti. E il palazzo si è trasformato in una pentola a pressione. In una manciata di metri quadrati ci sono anche quattro letti a castello, con uno spazio vitale degno di un animale da allevamento intensivo. «Abbiamo un solo cambio per vestirci, non c’è igiene, non abbiamo sapone, non possiamo lavarci bene».

E poi il cibo: è vero, è prevista la colazione, il pranzo e la cena, ma le quantità sono da mensa ospedaliera, con i classici piatti incellophanati che sazierebbero giusto un malato inappetente, e non un esercito di ragazzoni da 80 chili affamati di vita. Che costi di gestione può avere una struttura abbandonata come quella di via Planargia? Per ogni migrante la Comunità europea stanzia 35 euro al giorno, dai quali chi gestisce i centri di accoglienza deve sottrarre il ticket (paghetta) giornaliero di 2,5 euro e le spese per i tre pasti. Il resto sono costi di pulizia, affitto e stipendi del personale. Ma 35 euro per 179 sono 6265 euro al giorno, un budget che forse potrebbe consentire un trattamento più dignitoso a chi ha già la sfiga prestampata dalla nascita, e fugge dalla morte fisica per ritrovarne una esistenziale dall’altra parte del globo. «Anche i ragazzi più bravi e tranquilli – dice un inserviente – costretti in queste condizioni alla fine sbroccano. Si creano tensioni, litigi, e quindi urla e casino per strada. Succede tra compagni di appartamento, figuriamoci in una convivenza forzata e così soffocante». A metà pomeriggio decine di ragazzi stanno seduti come vecchi, altri non fanno altro che ciabattare su e giù per la via. La noia li ha già presi a braccetto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative