Trasporti aerei, Ryanair smentisce Pili: la base di Alghero non chiude
La compagnia low cost chiarisce la situazione dopo la denuncia del deputato: «Stiamo ancora trattando». Il sindaco Bruno: «Dello stop si sapeva, ora subito gli incentivi»
SASSARI. Mauro Pili annuncia l’addio definitivo di Ryanair ad Alghero, ma la compagnia lo smentisce: tutto falso, proseguono le negoziazioni con l’aeroporto. La questione Ryanair, insomma, continua a dominare la scena politica isolana. Con il sindaco di Alghero, Mario Bruno che liquida la denuncia di Pili come «una non notizia che già si sapeva e che si poteva evitare se la Regione avesse erogato gli incentivi» e sottolinea che solo martedì 27 settembre, quando scadrà il bando per la privatizzazione dell’aeroporto, si conoscerà il destino del legame tra lo scalo algherese e la compagnia irlandese.
La denuncia di Pili. Ieri mattina il leader di Unidos, Mauro Pili, aveva denunciato il definitivo addio della compagnia low cost da Alghero. «Da oggi, 21 settembre, i venti dipendenti assegnati a Fertilia saranno operativi altrove – ha dichiarato Pili – la base del Riviera del Corallo verrà definitivamente chiusa dal 1 novembre». Ma non solo: al parlamentare risulta che la compagnia low cost irlandese «non ha riprogrammato nello scalo catalano neanche la summer 2017. Governo e Regione si sono resi responsabili di un disastro senza precedenti, cancellando la base di Ryanair che ha rappresentato per 15 anni il principale strumento di sviluppo della Sardegna».
La smentita di Ryanair. Non fa giri di parole l’addetto stampa di Ryanair per smentire le dichiarazioni dell’ex presidente della Regione Mauro Pili. «Quanto dichiarato è falso. Ryanair non ha fatto alcun annuncio e proseguono le negoziazioni con l'aeroporto».
Bruno in campo. Per il sindaco Mario Bruno - per ora - l’allarme di Pili non ha ragione di esistere. «La decisione della Regione di aspettare la privatizzazione prima di erogare un nuovo sistema di incentivi ha portato a un risultato che sapevamo ed è una non-notizia: la chiusura della base Ryanair da novembre, che invece si poteva e doveva evitare».
Summer 2017. Ma il sindaco ormai è già proiettato verso la stagione 2017. «La compagnia non ha ancora messo in vendita i biglietti perché in attesa di conoscere il responso della privatizzazione dell’aeroporto – dice –. Aspetta il sistema di incentivi, per questo la Regione deve fare fino in fondo e subito la propria parte. Mercoledì 28 settembre, il giorno dopo la scadenza della gara, convocheremo il tavolo di sindaci, imprese e sindacati con iniziative anche clamorose qualora non si concludesse un processo di privatizzazione con tempi non in linea con le nostre aspettative. Serve che la Regione si occupi del nostro scalo, al di là dei percorsi di privatizzazione e al di là delle troppe parole pronunciate senza fatti. Siamo certi – conclude Bruno – che Ryanair voglia continuare il rapporto con Alghero e sarebbe una beffa se non lo facesse, anche perché la diminuzione delle tasse operata dal Governo e la revisione delle linee guida, hanno portato benefici in tutta Italia ma non ancora da noi»
La Cgil all’attacco. Si schiera con Pili e attacca ancora una volta la società di gestione dell’aeroporto di Alghero la Filt Cgil, per bocca del suo segretario regionale Arnaldo Boeddu. «Ryanair ha deciso di chiudere la base di Alghero. Adesso gli equipaggi verranno trasferiti in altre regioni. Il disastro va a compimento. Mentre Olbia festeggia i 90mila passeggeri con la compagnia low cost Volotea, ad Alghero il management in carica da 7 anni festeggia il disastro ma continua a stare in sella».
Crisponi contro Pigliaru. Fortemente critico sull’operato della giunta regionale anche il consigleire dei Riformatori, Luigi Crisponi. «Pigliaru e Deiana con il solito atteggiamento dilettantesco hanno fatto preparare anzitempo i bagagli a Ryanair che nel confermare il trasferimento dei propri dipendenti ad altri hub nazionali assesta un ko difficile da assorbire, condannando Alghero e la Sardegna all'isolamento».
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