Verande e casotti abusivi nell’isola di Santa Maria
Scattano le denunce per quattro proprietari di villette nella perla dell’arcipelago Le costruzioni non autorizzate scoperte dai carabinieri grazie alle foto aeree
LA MADDALENA. Per scoprire gli abusi edilizi nell’isola di Santa Maria, una delle perle immerse nel mare che rende unico l’arcipelago maddalenino, è stato necessario il sorvolo e le fotografie aeree scattate da un elicottero dei carabinieri. A realizzare dependance, casotti per gli attrezzi, piccoli ampliamenti e ampie verande su alcuni immobili preesistenti sarebbero stati quattro proprietari, tra i quali il maddalenino L.M. di 79 anni – un pensionato molto noto nell’arcipelago –, e i romani F. V. di 82 anni, M.M. di 60 e S.M. di 56 anni, che possiedono da sempre le villette sull’isola maddalenina. Un’isola, come del resto in tutto l’arcipelago, dove i vincoli di inedificabilità e di tutela del paesaggio, dell’ambiente, dell’aria, del suolo e del mare sono sottoposti a restrizioni totali. Basta ricordare che nell’arcipelago maddalenino è persino vietato l’approdo, tranne che in alcune aree ben definite dall’Ente Parco, il transito e l’ancoraggio. Se poi, come sarebbe accaduto, si realizzano opere in muratura il danno è fatto. La denuncia per abusi edilizi, corredata di planimetrie, rilievi fotografici e le relazioni dell’ufficio tecnico di La Maddalena, che ha fornito ampia e fattiva collaborazione con gli investigatori dell’Arma, è già stata trasmessa alla procura della Repubblica ed è stata consegnata, ieri mattina, al capo degli uffici inquirenti, Domenico Fiordalisi, il quale vede come il fumo negli occhi ogni situazione di illegalità nel campo ambientale ed edilizio. Al momento non è ancora chiaro quali saranno le prossime iniziative giudiziarie, e non è esclusa una verifica da parte dello stesso capo della Procura sull’isola per visionare di persona quanto è stato realizzato, abusivamente, nell’eremo cara al premio Oscar Roberto Benigni, che a Santa Maria possiede un piccolo bilocale nel quale trascorre brevi periodi di vacanza ogni anno. La vita nell’isola non è tra le più comode, un prezzo che si deve necessariamente pagare per essere i fortunati possessori di un pezzetto di paradiso in terra sarda. Ogni cosa, dall’acqua al gas, passando per le vettovaglie, necessitano d’essere trasportati via mare, da La Maddalena o Palau. Così come è indispensabile riportare e scaricare sulla terraferma ogni genere di rifiuti che viene prodotto nell’isola dagli abitanti delle circa venti case edificate, tra la prima e la seconda guerra mondiale, nell’isola. A scoprire gli abusi che sarebbero stati commessi nell’isola sono stati gli uomini del reparto nautico di stanza alla Maddalena coadiuvati, nell’indagine portata avanti tra agosto e settembre, dai colleghi del 10° Elinucleo di Olbia–Venafiorita, che con il loro velivolo hanno effettuato il sorvolo delle aree interessate filmando e fotografando ogni abitazione. Il confronto con le mappe comunali e regionali ha poi portato all’individuazione delle strutture abusive che sarebbero state realizzate dai diversi proprietari per ampliare abitazioni già esistenti. Il tutto, ovviamente, senza alcuna autorizzazione in violazione delle norme che regolano l’edilizia nell’intero arcipelago.
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