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Sequestro-bis per i beni del boss ville e terreni frutto di spaccio

Sequestro-bis per i beni del boss ville e terreni frutto di spaccio

Confiscati dalla guardia di finanza beni e immobili per oltre due milioni di euro a Ignazio Palla Lui e i suoi familiari conducevano una vita da nababbi ma per il Fisco erano nullatenenti

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CAGLIARI. Tutti lo chiamano Mesinedda, la sua specializzazione è il traffico di cocaina, quintali di cocaina che faceva arrivare in Sardegna dall’Olanda. Arrestato dalla squadra mobile di Cagliari il 9 dicembre dell’anno scorso insieme ad altre quattro persone, Ignazio Palla (55 anni) di Sestu è in carcere in attesa del giudizio, ma nel frattempo i suoi beni milionari gli sono sfuggiti di mano uno dopo l’altro. Prima il sequestro disposto dal gip su richiesta del sostituto procuratore della Dda Guido Pani, in queste ore un nuovo sequestro sullo stesso patrimonio, ordinato come misura di prevenzione in base alla legge antimafia, provvedimento che va a sovrapporsi a quello giudiziario. Tra ville e auto di lusso, Mesinedda dichiarava al fisco pochi euro all’anno e neppure tutti gli anni. Invece - stando alle indagini della polizia tributaria - conduceva una vita da nababbo insieme ai familiari, tutti ufficialmente nullatenenti. Uno sguardo ai beni finiti sotto sequestro: tre aziende di Elmas e di Sestu, società costituite ed alimentate secondo la Polizia tributaria con capitali di origine illecita, che risultano intestatarie di numerosi fabbricatoi e terreni, quattordici tra appartamenti e ville, 44 terreni, 16 rapporti tra conti correnti, titoli e polizze, partecipazioni societarie per 20 mila euro, quattro cavalli da corsa, un’auto e 20 mila euro in contanti trovati durante la perquisizione del 2015. Un capitale notevole messo insieme, secondo gli investigatori, in trent’anni di attività illegale.

Le vicende che riguardano Palla fanno parte da tempo della cronaca nera cagliaritana. Mesinedda era finito nel mirino della polizia quando si scoprì che lui e la sua banda facevano arrivare in Olanda nascosti in una intercapedinedelle auto i soldi per pagare la droga. Poi i carichi di cocaina giungevano in Sardegna a bordo di camion di una ditta di fiori, uno di questi a ottobre del 2013 fu intercettato a Bardonecchia, dove furono sequestrati 25 chili di cocaina e arrestati i due corrieri. Da quel momento gli investigatori hanno ricostruito, andando a ritroso di circa due anni, il traffico di droga per giungere agli arresti. Parlando al telefono Palla non usava mai termini espliciti: per indicare la droga diceva "le ragazze sono pronte, stiamo preparando le prostitute".

Con lui era finito in carcere Stefano Antonio Cogotti (37 anni) nato a San Sperate ma di fatto domiciliato in Olanda dove si occupava di recuperare la droga da spedire in Sardegna. Agli arresti domiciliari Sandro Palla (48 anni) fratello di Ignazio, considerato il tramite tra corrieri e fornitore, e Salvatore Mereu (43 anni) che nel corso delle indagini ha effettuato più di un trasporto di droga. Era stato infine colpito da obbligo di dimora Dino Porcu (49 anni) ritenuto un corriere saltuario della droga.

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