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Si avvicina il rimpasto: i renziani vogliono Caria

Si avvicina il rimpasto: i renziani vogliono Caria

L’ex consigliere regionale olbiese in pole per un posto nella giunta Pigliaru Il governatore consegna un dossier di 14 pagine ai partiti: prima i temi, poi i nomi

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CAGLIARI. Prima le idee, poi i nomi, anche se le indiscrezioni sulla squadra numero due di Pigliaru girano che è una bellezza. Ecco l’ultima. I renziani di Sardegna avrebbero un candidato assessore da far entrare in Giunta: l’ex consigliere regionale gallurese Pierluigi Caria. Ma è una lotteria che oggi al presidente della Regione interessa poco o nulla. Al primo vertice di maggioranza dopo la bufera (archiviata?) sulle nomine nella sanità e alla Sfirs, s’è presentato con un promemoria. Anzi, è qualcosa di più corposo a leggere bene le 14 pagine fitte consegnate alle delegazioni degli otto alleati.

La bibbia. È un vero dossier quello del presidente fra «cose fatte» nei primi due anni e mezzo di legislatura, settanta, e da fare prima della fine dell’anno: legge sulla semplificazione, Agenzia delle entrate, riorganizzazione degli ospedali e il futuro della Conservatoria delle coste. Poi ha messo in fila gli impegni per il 2017, a cominciare dalla riforma della Regione fino al Master plan che dovrebbe salvare le zone interne. Solo idee, niente nomi, nonostante le insistenze di chi lo aspettava all’uscita da un vertice durato quasi quattro ore. Dopo aver fatto sapere nel conclave che la verifica è sul programma e la Giunta semmai ha bisogno di essere rinforzata (da assessori politici?) e non rimpastata, Pigliaru dirà: «Gli uomini li sceglieremo in base alle cose da fare». Per essere ancora più chiaro in seconda battuta: «Prima dobbiamo decidere insieme gli obiettivi per portare la Sardegna fuori dalla crisi e dare speranza ai nostri giovani, e poi sarà molto più facile parlare di assetti». Il governatore non ha fretta di far partire il valzer delle poltrone.

L’impegno. La maggioranza c’è e i giorni brutti sembrano essere stati metabolizzati. Tant’è che ogni portavoce delle delegazioni si affretterà a dire: «Il clima è stato ottimo e abbiamo discusso molto». Senza manuali da consultare e rispettare, senza nomi da snocciolare il centrosinistra sembra andare che è una bellezza. Ma come si sa appena la coalizione entrerà nel vivo del rimpasto non saranno solo sorrisi, arriveranno le reciproche legnate. Anche se Antonio Satta dell’Upc ha detto: «Dobbiamo essere leali fra di noi e con trasparenza andare avanti insieme». A partire da questa settimana in cui dal Pd a Sel, dal Partito dei sardi ai Rossomori ci sarà un fitto scambio di pareri e proposte sul promemoria consegnato da Pigliaru. Che per Daniele Cocco, capogruppo di Sel, deve diventare «un impegno per tutti».

Indiscrezioni. I renziani chiederanno un posto in Giunta e il prescelto dovrebbe essere Pierluigi Caria destinato all’Industria. Però il Pd ha già quattro assessori ed è difficile che possa ottenere il quinto. A meno che non sia chiesto un sacrificio al resto della coalizione, ma oggi è un’ipotesi complicata da realizzare. Con l’Industria assegnata ai Dem, l’Upc potrebbe spostarsi al Turismo e questa scelta metterebbe all’angolo il Centro democratico, impegnato a difendere il suo posto in Giunta dopo essere rimasto con un solo consigliere regionale. L’elenco delle possibili staffette potrebbe continuare all’infinito, ma Pigliaru è stato perentorio: «Niente nomi, grazie».

Il Pd. Anche nell’ultimo e consueto vertice del lunedì il partito di maggioranza relativa s’è presentato con tre delegati. La triade però potrebbe essere ai titoli di coda, con l’arrivo del coordinatore da Roma, la decisione è attesa in settimana, dovrebbe cambiare molto. Qualcosa d’importante potrebbe accadere anche stamattina. Il capogruppo Pietro Cocco ha convocato i consiglieri Dem non solo per discutere delle prossime leggi all’ordine del giorno, ma del suo successore. A metà legislatura, come impone il regolamento del Consiglio, devono essere rinominati i presidenti delle commissioni e poi per consuetudine cambiano i capigruppo. Anche questo giro di valzer sarà un bel problema per il Pd. (ua)

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