La Nuova Sardegna

Orotelli, spunta il movente passionale

di Federico Sedda
Orotelli, spunta il movente passionale

Le quattro vetture a fuoco, nel mirino la figlia del sindaco. La svolta potrebbe arrivare dalle telecamere

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OROTELLI. Le indagini dei carabinieri avrebbero imboccato una pista precisa: quella passionale. In paese si mormora di un arresto imminente. La svolta potrebbe arrivare dalla visione dei filmati delle telecamere che hanno ripreso tutte le fasi dell’attentato: dall’arrivo dell’incendiario con la tanica fino al momento in cui sono partite le fiamme mentre il misterioso attentatore si allontanava in tutta fretta.

Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri della compagnia di Ottana, al comando del capitano Massimo Meloni e coordinati dal procuratore della Repubblica di Nuoro, Andrea Garau. Gli investigatori vogliono fare in fretta a individuare l’autore del gesto e accertare il movente dell’attentato messo a segno nella notte tra martedì e mercoledì.

Le fiamme hanno danneggiato tre auto di proprietà di tre carabinieri in servizio a Orotelli e la macchina di Tania Marteddu, figlia del sindaco di Orotelli, Nannino Marteddu. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini registrate dalle telecamere della caserma e anche da quelle sistemate in quasi tutto il paese.

Le quattro auto erano parcheggiate di fronte alla caserma dei carabinieri. Un gesto davvero sfrontato, quasi dettato dalla disperazione. Ed è proprio per questo motivo che, senza scartare tutte le altre piste, quella che i carabinieri stanno percorrendo con maggiore attenzione è quella che porterebbe al movente passionale. L’attentato sarebbe stato messo a segno contro l'auto di Tania Marteddu. Non è la prima volta che un’auto della figlia del sindaco viene presa di mira. La notte tra il primo e il 2 aprile 2016, poco prima delle 3, la Ford Fiesta di Tania era stata data alle fiamme insieme all'Alfa Romeo 33 del padre Nannino. Le due auto erano parcheggiate nel cortile dietro l'abitazione della famiglia del sindaco, della parte alta del corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri che si trova sul lato opposto della casa del sindaco. L'Alfa Romeo e la Ford Fiesta, parcheggiate una dietro l'altra, furono completamente distrutte, al punto che neppure i vigili del fuoco riuscirono a stabilire che tipo di innesco fosse stato usato per appiccare le fiamme.

L'attentato, messo a segno a due mesi dalle elezioni aveva avuto particolare risonanza in tutta la Sardegna, anche perché era stato il culmine di un’escalation di attentati intimidatori contro gli amministratori comunali.

Nannino Marteddu, nonostante lo sconcerto per il duplice attentato, decise non solo di non dimettersi, ma anche di ripresentarsi alle elezioni. Decisione premiata dalla popolazione di Orotelli che l’aveva rieletto per il terzo mandato consecutivo. Alla luce del nuovo atto intimidatorio contro l’auto di Tania Marteddu, anche l'attentato di aprile potrebbe assumere un significato diverso da quello politico.

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